“Era di maggio” fino al 29 maggio alla galleria nazionale di Palazzo Corsini, Roma.
Un classico indimenticabile, unico, struggente, della canzone napoletana, tra musica e poesia allo stato puro, Salvatore di Giacomo, nel 1885, scrive “Era de maggio”.
Era de maggio e te cadeano ‘nzino
a schiocche a schiocche li ccerase rosse…
Fresca era ll’aria e tutto lu ciardino
addurava de rose a ciente passe.
A questa canzone meravigliosa s’ispira il titolo di quella che più che una mostra vuole essere un percorso nella bellezza in senso assoluto; infatti a palazzo Corsini, oltre a poter ammirare gli splendidi abiti di Roberto Capucci, si potrà passeggiare nel giardino del palazzo per ammirare rose e fiori meravigliosi.
Nel cortile della Cavallerizza di palazzo Corsini l’Associazione culturale “La Conserva della neve” ha selezionato tredici vivai fra i più prestigiosi della penisola che presenteranno le collezioni di piante di cui sono specialisti: dalle lavande, agli iris, ai gelsomini, agli agrumi ornamentali. Un ruolo di protagonista viene assegnato alla rosa: dalle specie botaniche medievali, alle grandi rose dell’Ottocento, fino ad alcuni preziosi esemplari inglesi e francesi di recente creazione.
L’atmosfera è da sogno, si accede alla galleria dal primo piano del palazzo attraversando una sontuosa scalinata, nell’atrio antistante l’ingresso intorno ad una statua marmorea appartenente alla collezione della regina Maria Cristina di Svezia, che in quel palazzo abitò, sono disposti gli abiti- scultura di Roberto Capucci .
All’interno fa bella mostra di se un abito spettacolare, straordinario, interamente ricoperto di roselline e fiori, un abito sontuoso, meraviglioso (foto in basso).
Un inno alla bellezza e all’amore che come la Venere del Botticelli risorge sempre dagli abissi con negli occhi la malinconia di ciò che inesorabilmente, la bellezza, l’ amore, la giovinezza e il profumo delle rose, svanirà anche se …..torna maggio e torna ammore, fa de me chello che vuo’! (Virginia Zullo)
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