Week end, incursioni gastronomiche in Costiera Amalfitana

I luoghi sono rinomati e di bellezza tanto sfacciata che accennarne è poco, dilungarvisi è scontato. Un tour nella Costiera Amalfitana (Sa) conosce molte ricerche [...]

I luoghi sono rinomati e di bellezza tanto sfacciata che accennarne è poco, dilungarvisi è scontato. Un tour nella Costiera Amalfitana (Sa) conosce molte ricerche possibili:  raffinata mondanità a Positano, cultura a Ravello (vedi il celebrato Ravello festival), storia e antiche suggestioni ad Amalfi, i sogni in ceramica di Vietri ma non basta. C’è, più nascosta, la Costiera contadina, quella dei terrazzamenti coltivati a limone, dei vignaioli “eroici” e degli orti domestici, la campagna che non c’è e che sposa il mare dando vita a al buono della Costiera Amalfitana, quello da godere a tavola: un ennesimo ritorno in paradiso.

LA COLATURA

La colatura di alici di Cetara, diretta discendente del garum romano, nata in un tempo in cui neppure il sale usato per conservare le alici poteva essere sprecato e si recuperava,  dando luogo a una sorta di pozione capace di rendere “nobile” e saporito perfino un piatto di verdure lesse. L’antico e laborioso processo che accompagna la preparazione del liquido rossastro comincia in primavera e si conclude  appena in tempo per le feste natalizie, un condimento della tradizione che da qualche tempo è stato recuperato dalla dimenticanza. Dagli spaghetti aglio e olio al pesce bollito, qualche goccia di colatura ed il mare entra nel piatto. La colatura è acquistabile sul posto presso alcuni piccoli produttori. Tra questi, lo spaccio di Battista Delfino, a ridosso della spiaggia di Cetara, dove assieme alla colatura si troveranno le alici marinate, quelle piccanti e coi capperi, salate e sottolio, i filetti di tonno e poi il pesto cetarese preparato con colatura, olive verdi e nere, pinoli, noci, mandorle, basilico, prezzemolo, aglio, peperoncino ed olio d’oliva; ottimo, ad esempio, per condire un piatto di “scialatielli” artigianali fatti a Minori.

LA PASTA DI MINORI

Mulini e pastifici caratterizzavano ai primi del novecento il paesaggio del borgo marinaro di Minori, che poteva così vantare una tradizione pastaia non seconda a quella della non distante Gragnano, che della pasta è capitale. Diversi laboratori artigiani e negozi di alimentari propongono ancora oggi ottima pasta fresca: fusilli (o ricci), lagane, scialatielli e poi gli antichi “ndunderi” una sorta di grossi gnocchi preparati con un impasto di farina, ricotta, uova e formaggio.

DOLCISSIME PROMESSE

Si resta a Minori perché è qui che c’è il laboratorio di una star della pasticceria nazionale Salvatore De Riso, volto noto anche agli spettatori de La prova del cuoco; un inferno di calorie, un paradiso assoluto di sapori, dove alle produzioni oramai storiche e della pasticceria tradizionale si aggiungono le creazioni di Sal. L’elenco sarebbe lunghissimo, ma non possiamo non citare le “delizie” e tutta l’ampia gamma de dolci al limone (ciambelle, mousse, svarin, tiramisù. E poi anche la pasta, le conserve, e il Limoncello.

IL LIMONCELLO

L’inflazionato limoncello trova nello “sfusato amalfitano” un momento d’eccellenza, tuttavia presso i tanti liquorifici disseminati in Costiera, si trovano valide alternative per concludere il pasto: nocino, mirto, liquore alla fragole o al mandarino. Carlo Mansi, è stato tra i primi a commercializzare il limoncello della Costiera realizzandolo con criteri artigianali ed utilizzando limoni verdi di prima fioritura rigorosamente sbucciati a mano.

IL VINO

Ma che pranzo sarebbe senza un buon vino? Il doc Costa d’Amalfi, bianco, rosso o rosato viene prodotto in tredici comuni e presenta tre sottozone: Furore, Ravello e Tramonti. Dovunque, la possibilità di trovare il giusto abbinamento con la cucina di mare e di terra della Costiera. Tra i produttori più rinomati: Marisa Cuomo, a Furore (089/ 830348); Ettore Sammarco a Ravello (089/872774 ), Giuseppe Apicella a Tramonti (089/856209).

I FORMAGGI

Ma non potevamo concludere l’incursione gastronomica senza un accenno ai prodotti caseari. E’ la pasta del fiordilatte, quello che arriva direttamente dai retrostanti monti Lattari, la materia base del paniere dei prodotti caseari della Costiera che crea una gamma di curiosità gastronomiche particolarmente invitanti come i piccoli caciocavalli farciti di funghi, olive e peperoncino, oppure ripieni col prosciutto e ancora i porcellini dalla caratteristica foggia. Buon appetito (Antonella Durazzo)

 

 

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