Il bianco universo di Cy Twombly al MoMa – New York

Il MoMa di New York amplia la collezione delle opere di Cy Twombly, due dipinti del 1950 e sette sculture (1954 -2005) di uno dei [...]

Il MoMa di New York amplia la collezione delle opere di Cy Twombly, due dipinti del 1950 e sette sculture (1954 -2005) di uno dei più importanti artisti viventi, in mostra dal 20 maggio al 3 ottobre.

 

Le opere vengono dalla collezione personale dell’artista, e vanno ad aggiungersi agli otto dipinti e alle numerose opere su carta che già facevano parte della raccolta del Museum of Modern Art, sono così rappresentati sei decenni di carriera dell’artista. Nelle nuove acquisizioni c’è Tiznit (nella foto) parte di una piccola serie di dipinti che Twombly realizzò a New York City durante l’estate del 1953. Concepito dopo un viaggio di nove mesi con Robert Rauschenberg, in Italia e Nord Africa, il dipinto prende il nome da una città del Marocco. Di carattere primitivista, Tiznit fu realizzato con piombo vernice bianca, matita e pastello. Evidenti nel dipinto sono i collegamenti con quegli artisti europei che furono cruciali per la formazione di Twombly e che lungamente operarono a New York come Willem de Kooning, Franz Kline e Jean Dubuffet.

Altro dipinto è Academy, dipinto a New York nell’estate del 1955, presentata nel gennaio 1956 nella seconda mostra personale di Twombly alla Galleria stabile. Academy presenta la nascita del linguaggio artistico di Twombly: le parole lasciano il posto agli scarabocchi, a linee di nervosismo, e graffi con i quali l’artista riconfigura gli atti di scrittura, disegno e pittura al fine di provocare un nuovo modo di vedere. Questa tela rappresenta il momento in cui Twombly ha dichiarato la sua indipendenza dal linguaggio espressionista astratto ed inventato una modalità di lavoro che avrebbe portato avanti nel mezzo secolo successo. Un’opera fondamentale realizzata nello stesso anno in cui Jasper Johns realizzava le sue bandiere e Robert Rauschenberg il famoso Rebus. L’opera di Twombly, assieme a queste due tele già della collezione del museo  rappresentano un momento cruciale nella storia dell’arte americana d’avanguardia.

E poi le sculture, un aspetto integrinte ma poco conosciuto della pratica di Twombly nel corso degli ultimi sei decenni. Opere che sono generalmente realizzate con materiali di recupero: gesso, legno e vernice bianca, materiali umili che restano volutamente tali anche nei lavori finiti. Si tratta di opere relativamente piccole in costante dialogo con i dipinti di Twombly e non solo per l’uso intenso delle vernici bianche  ma per la loro “classicità” e la loro maestà espressiva. Le sette sculture rappresentano l’intero arco della carriera di Twombly, a cominciare con due delle poche sculture superstiti del 1950: Untitled  (1954) e Untitled (1955), che rappresentano l’inizio dell’attività di scultore di Twombly, le altre – eseguite tra il 1976 e il 2005 –  rappresentano momenti durante i quali l’artista è stato al massimo della sua inventiva. Insomma, per incontrare l’universo Twombly il MoMa diventa una tappa fondamentale.

Tiznit, 1953 - © 2011 Cy Twombly.

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