“Da Studio Uno a ieri”, Franca Valeri e Sabina Guzzanti, un palcoscenico per due

Una strana coppia? Nemmeno poi tanto. Franca Valeri, la madre della comicità al femminile, elegante, pungente, intelligente e Sabina Guzzanti che con la comicità della [...]

Una strana coppia? Nemmeno poi tanto. Franca Valeri, la madre della comicità al femminile, elegante, pungente, intelligente e Sabina Guzzanti che con la comicità della Valeri è cresciuta ma che per esprimersi ha virato decisamente verso la satira politica. Cosa ci faranno assieme sul palcoscenico della Sala Sinopoli di Roma (leggasi parco della Musica)? “Il progetto è ambizioso – dice la Valeri – far rimpiangere al pubblico la televisione di ieri”.

Da Studio Uno a ieri: la mia televisione”, lo spettacolo scritto e interpretato dalle due prime donne della risata. L’appuntamento è per giovedì 19  (ore 21), il biglietto d’ingresso a prezzo popolare: 2 euro. (www.auditorium.com).

E lasciamo che siano le parole di Franca Valeri a raccontare lo spettacolo.

“Devo gran parte della mia popolarità alla televisione. Con questa certezza, di fronte alla lusinghiera e molto generosa proposta di dedicarmi una serata in una sede così prestigiosa come l’Auditorium, ho pensato che toccasse proprio alla mia televisione di rappresentarmi.  Un’idea mi conforta: non sarà una serata nostalgica, ma piuttosto, a modo suo, storica.

La televisione è quello straordinario mezzo di comunicazione che sappiamo, e nessuno glielo contesta, ma in Italia non ha che poco più di sessant’anni. Tuttavia, come tutti i superficiali, cambia spesso idea. Ho pensato quindi di presentare in questa serata una scansione dei suoi volti, molti effettivamente, in un periodo, quello che mi appartiene, che oserei definire felice.

Uscita dai tentennamenti iniziali, un accavallamento di possibilità, prospettive per le ambizioni, un progredire precipitoso, da un televisore (e un canale) ogni sei famiglie all’incubo del termine mediatico, ha tuttavia trovato nel suo percorso il momento giusto per includermi. E sono gli anni in cui le è stato più a cuore lo spettacolo. Il più importante è certamente il teatro, di cui la televisione ha per un certo periodo tenuto presente le possibilità e le esigenze, prima fra queste divertire il pubblico facendolo, come da proverbio, pensare.

La mia partecipazione è stata intensa e non è stato facile pescare in tutto il materiale affidato alla prudenza conservatrice della RAI perché il progetto è ambizioso: far rimpiangere al pubblico la televisione di ieri. Mi accompagna nel viaggio Sabina Guzzanti, che, anche se molto più giovane, ha fatto in tempo a rientrare nell’ultimo guizzo di quella televisione”.

 

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