Al Salone del libro: le dritte di Eco, le risate con la Littizzetto, gli annunci di Galan

L’Italia “esporta” i suoi geni. Al salone del libro di Torino, il nuovo ministro della cultura Giancarlo Galan ha annunciato che a Mosca sarà allestita [...]

L’Italia “esporta” i suoi geni. Al salone del libro di Torino, il nuovo ministro della cultura Giancarlo Galan ha annunciato che a Mosca sarà allestita una mostra dedicata ai capolavori tipografici dell’arte rinascimentale in occasione dei cinquant’anni del volo di Juri Gagarin. L’esponente del governo, che s’è fatto fotografare seduto sulla ricostruzione degli scranni di palazzo Madama nello stand del Senato della Repubblica, ha spiegato che l’esposizione sarà arricchita dal “Codice del volo” di Leonardo da Vinci, e dal manoscritto di Galileo Galilei, con i disegni della superficie lunare rappresentata così come il grande scienziato  l’aveva osservata con il primo cannocchiale. E sull’ipotesi di istituire sotto la Mole un museo del libro ha puntualizzato: “Non voglio fare promesse o creare illusioni. Dico solo che le idee, quando sono buone, trovano anche le risorse per essere realizzate”.

Della seconda giornata della manifestazione è stato ospite anche il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso che ha presentato il suo libro “Per non morir di mafia”. “Già nei temi scolastici, quando si doveva indicare che cosa avremmo fatto da grandi, non ho mai avuto esitazioniha esorditonell’affermare che volevo diventare magistrato. Ma i giovani anche oggi hanno la possibilità di dimostrare di essere diversi: ci sono quelli che si uniformano ai modelli televisivi, ma anche quelli dell’associazione “Libera” che recuperano i terreni confiscati alle organizzazioni criminali il cui elemento fondante è il consenso. I cittadini, tollerandole, accettano di essere sudditi. E dico questo anche se so benissimo che è difficile compiere scelte per sconfiggere l’indifferenza e l’omertà. Sono passi che comportano rischi e sacrifici che coinvolgono anche i propri famigliari”. Ha infine bacchettato chi lancia invettive contro i giudici e chi favorisce le raccomandazioni: “Comportandosi così, si contribuisce al dilagare di Cosa nostra”.

Umberto Eco, nella lectio magistralis “Fare romanzi: libertà e costrizione dell’autore”, ha invece spiegato come nascono i capolavori della letteratura. “Si parteha affermatocon una semplice immagine, un ricordo, un’idea.. Poi il tempo: non capisco chi completa un libro all’anno. Io ho bisogno di un lungo periodo: è fondamentale vedere ciò di cui si scrive”. Ecco così che per comporre “L’isola del giorno prima” è volato a Samoa tagliandosi barba e baffi per indossare la maschera e vedere i coralli, e per ricostruire le atmosfere che caratterizzano “Il cimitero di Praga” ha passato ore nei vicoli di Parigi. “Lo stileha proseguitoè legato ai personaggi: goliardico per “Baudolino”, sempliciotto per il monaco del “Nome della rosa” e barocco per il naufrago dell’”Isola del giorno prima”. Non mancano, poi, dei vincoli. Nelle mie opere, per esempio, ho dovuto fare i conti con dei limiti geografici e temporali”.

E’ intervenuto anche Federico Moccia, di cui è appena uscito “L’uomo che non voleva amare”, che ha confessato d’ispirarsi a Ernest Hemingway e Francis Fitzgerald. “E’ un libroha dichiaratopiù profondo, che parla di ricchezza e felicità, e tra le due cose spesso non c’è armonia”. Protagonista è un uomo facoltoso e capriccioso, convinto di poter avere tutto. Ma che non riesce ad avere Sofia.

E ancora: Lorenzo Del Boca e Paolo Mieli hanno tratteggiato un ritratto di Vittorio Emanuele II definito “schietto, ma rozzo”. “La regina Vittoria, dopo un incontro con lui, disseha sottolineato lo stesso Del Bocache era rude, ma anche che se fosse entrato un drago nel salone sarebbe stato l’unico a non scappare”. L’ex direttore del “Corriere della sera” ha poi passato in rassegna i protagonisti del Risorgimento: “Camillo Cavour? Il furbo dei furbi. Giuseppe Garibaldi? Un mezzo brigante, mentre Giuseppe Mazzini era un esule che non poteva mettere piedi in Italia perchè condannato alla pena capitale”.

E non sono mancate risate grazie a Luciana Littizzetto. Ha spaziato dai suoi rapporti con Fabio Fazio durante “Che tempo che fa” (“Se leggesse i testi prima, non mi farebbe mai andare in onda…”) alla difesa delle donne (“Avete mai visto la faccia di un uomo quando scopre che è una di noi ad operarlo? Ti viene voglia di dirgli: “Cosa pensi cretino, che quando ti ho aperto invece di un’operazione mi sono messa a fare su di te il punto e croce?””). Dalle sue staffilate non s’è salvato neanche George Clooney: “Quando ho saputo che si era fidanzato con una come Elisabetta Canalis, mi sono immedesimata in tutte quelle ragazze che volevano dirgli: “Perchè hai scelto lei e non me? Forse ti sei fermato alla prima che hai visto, che ti ha dato retta e ti ha rivolto la parola, o forse non te ne frega niente ed è vero che sei gay…”. (Marco Fornara)

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