Paesaggio italiano: dall’art.9 della Costituzione alla tela. La mostra a Marsala

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Articolo 9. I paesaggi d’Italia” riproporrà un ideale “Grand Tour”, come quelli che si svolgevano nel Settecento. La rappresentazione del paesaggio, in questa mostra in programma a Marsala, diventerà il filo rosso in grado di guidare i visitatori attraverso la geografia tricolore nei suoi differenti aspetti. Ma al tempo stesso verrà composto un mosaico che dimostrerà la profonda unitarietà del territorio della penisola. L’esposizione rimarrà aperta dall’11 maggio al 31 agosto nel convento del Carmine della località siciliana, sede della pinacoteca

Mattia Moreni, Nuvola sulla baracca nelle larghe della Romagna, 1964,

civica. Il punto di partenza dell’iniziativa è che una nazione è fatta dai suoi cittadini e dalla sua storia, ma anche dalla realtà fisica che ospita queste persone e dove sono state vissute tali vicende. Quindi dai paesaggi: nell’occasione verranno proposti gli emblemi delle venti regioni che formano lo Stivale. Ne emerge che la geografia fisica, oltre che umana, del nostro Paese, nonostante le enormi diversità fra zona e zona, è davvero unica. L’assunto che ha indotto Sergio Troisi, direttore artistico dell’ente mostra di pittura contemporanea “Città di Marsala”, a “riunire” l’Italia nella ricorrenza dei 150 anni della sua unità.

 

Sotto i riflettori non saranno i paesaggi storici, quelli dell’arte antica o moderna, ma quelli degli anni più recenti, così come li hanno metabolizzati artisti degli ultimi decenni. Qualche esempio: si potranno ammirare gli oli su tela “Nell’erba” di Piero Ruggeri (datato 1974), “Il porto e la barca” di Aligi Sassu (’56), “Agonia del verde” di Claudio Verna (’91), “Nuvola sulla baracca nelle larghe della Romagna” di Mattia Moreni (’64), “La strada delle grotte” di Carlo Levi proveniente dalla fondazione dedicata all’autore torinese (’35) e “Campo di lavanda in Versilia” di Carlo Mattioli (’81). E ancora: ecco opere di Antonio Music, Piero Guccione, Renato Birolli, Ennio Morlotti, Alessandro Battaglia, Attilio Forgioli, Ernesto Treccani e Alberto Gianquinto. La loro produzione è riuscita a delineare, con la sensibilità propria degli artisti, un viaggio pittorico in questo genere visto come elemento fondante di un sentimento di riconoscimento e di identità. Il richiamo all’articolo 9 della Costituzione sottolinea come il paesaggio – lungi dall’essere una componente immobile – sia un bene inalienabile e prezioso della nazione la cui tutela è obbligo primario dello Stato e di tutti i suoi abitanti.

Il curatore ne ha selezionati venti, uno per ogni regione, immortalati da altrettanti artisti del Novecento che nei loro lavori hanno sottolineato sia la componente antropica che la profonda storicizzazione di cui la pittura è parte integrante. E’ stato così plasmato un itinerario in cui, indipendentemente dal registro linguistico adottato, mutano in continuazione luci, forme e colori. E cambiano anche le concezioni dei dipinti di paesaggio: dalla stagione del realismo a quella dell’ultimo naturalismo in cui la dimensione dell’omaggio al territorio assunse il carattere di una visione lirica e interiorizzata. Ma saranno presenti anche alcune delle esperienze più recenti in cui il dato di natura è ritornato, dopo un momentaneo oblio, al centro degli interessi degli artisti.

Un caleidoscopio interpretativo in cui permangono quegli elementi di unicità che, nel lontano 1568, hanno sotteso alla scelta di concentrare in un solo ciclo le raffigurazioni delle regioni italiane nei grandi affreschi della galleria delle carte geografiche dei palazzi vaticani. Tre secoli prima del processo risorgimentale, lì venne testimoniata la consapevolezza di Unità dell’Italia legata, oltre che dalla lingua e dalla cultura, proprio dalla stratificazione storica del territorio. Info 0923.711631. (Marco Fornara)

Aligi Sassu, Il porto e la barca, 1956

Claudio Verna, Agonia del verde, 1991

Ruggeri Piero, Nell'erba,1974

Carlo Levi, La strada delle grotte, 1935

Carlo Mattioli, Campo di lavanda in Versilia, 1981

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