“Never talk to strangers”, mai parlare con gli sconosciuti, è il titolo della mostra collettiva di artisti italiani allestita alla galleria Edel Assanti di Londra fino all’11 giugno. Curata da Charlotte Artus, l’esposizone segue percorsi dark, otto artisti scelti per le loro opere dedicate a sondare il lato oscuro dell’uomo. Tra loro Simone Pellegrini, il giovane artista della squadra di Giacomo Guidi – MG Art che a giugno ritroveremo anche alla Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia, segnalato – secondo la formula adoperata in questo 2011 da Vittorio Sgarbi – dall’editore Gabriele Mazzotta.
Nel primo capitolo del romanzo di Michail Bulgakov Il Maestro e Margherita, dal titolo Mai con uno sconosciuto, un misterioso “straniero” si intromette nella vita di Mosca, creando il caos, tessendo una rete di follia attorno ai cittadini. Lo sconosciuto si rivela essere Satana. E sempre Satana continua a operare la sua magia nera in una serie di episodi sinistri e divertenti che coinvolgono anche artisti e i loro protettori.
La mostra si colloca dunque nel contesto del romanzo di Bulgakov, presentando otto artisti contemporanei provenienti da esperienze diverse accomunato dal dibattito sulle verità senza tempo dell’uomo e dei valori morali.
Impiegando elementi delle antiche tecniche dell’affresco romano e dell’illustrazione dei manoscritti medievali, Simone Pellegrini popola i suoi lavori con personaggi e simboli che incarnano i livelli di energia tra terra e cielo, forze che l’uomo sente, avverte a livelli profondi ma non può vedere o toccare.
In mostra anche un’installazione di Federico Pietrella che attinge alla tradizione dell’arte povera creando composizioni astratte che richiamano l’acqua e la gravità. Alessandra Spranzi invece, “gioca” col fuoco attraverso immagini fotografiche che ritraggono una normalità domestica in fiamme. Alessandro Piangiamore propone le sue scene surreali dove la terra diventa cielo, e dove gli arcobaleni cadono a terra. Con il collage Stanislao di Giugno commenta il declino dell’umanità per l’invidia e l’avidità. Comparabilmente, Ludovica Gioscia trasforma le pubblicità dei cosmetici in altare della vanità, mentre i disegni di Pietro Fortuna e le fotografie di cose effimere evocano un senso di nostalgia per un tempo più semplice. Commentando le giustapposizioni moralmente arbitrarie del bene e del male nella società moderna, Claudia Marini coi suoi collage allo stesso tempo rivela e smentisce la benevolenza religiosa in cui è immersa tradizione italiana.
Quando esaminate collettivamente, si è tentati di concludere che la tensione ambigua di queste opere è stata alimentata dal clima culturale specifico dell’ Italia di oggi. Il Satana di Bulgakov avanza l’idea che il peccato, pur intrinsecamente negativo, è innegabilmente accattivante ed è una condizione necessaria per l’esistenza del bene. Sinistre ma provocatorie, le opere in mostra affrontano questa giustapposizione moralistica, mentre in discussione c’è il sistema di valori e convenzioni sociali che sono alla base società occidentale contemporanea.
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