Filmmaker, fotografa, scultrice, pittrice, Marilyn Minter davvero non si fa mancare nulla e una mostra al museo Museo Deichtorhallen di Amburgo, fino al dodici luglio, presenta al pubblico il meglio della sua opera.
Facile parlare di trasgressione al contrario il lavoro di Marilyn Minter oscilla tra il pulp e il pop, gioca con i simboli dell’erotismo; le labbra femminili, elemento ricorrente nelle sue opere, sono labbra caricaturali, coperte d’oro o di strani liquidi melmosi e sembrano vivere una loro vita autonoma, come fossero staccate dai corpi.

Bitte klicken Sie das Bild für eine vergrößerte Ansicht Chewing Pink, 2008 C-Print Marilyn Minter ©. Per gentile concessione di Salon 94, New York
Una frantumazione del corpo che la Minter ha sempre ben presente e che rappresenta una delle cifre del suo lavoro dove l’eccesso è nel colore, nelle iridescenze, nel gusto per il dettaglio, che quando riguarda parti del corpo esplicitamente coinvolti nell’atto sessuale acquista immediatamente, per questioni culturali e antropologiche, una connotazione pornografica.
Uno dei suoi lavori più controversi è Green Pink Caviar, un video che ha come unica protagonista assoluta una bocca con annessa lingua che lecca sostanze gelatinose coloratissime e cangianti. L’idea non sfugge a Madonna che ne farà la scenografia del suo world tour “Sticky & Sweet“. La lingua intenta in conturbanti performance, autocelebrativa sembra un organismo a sè, con una vita propria intrappolata in una bocca.
Forse azzardato il riferimento all’opera di Samuel Beckett Non io, dove una bocca rossa su fondo nero “grida” la sua condizione di drammatica solitudine in un monologo strepitoso degno di un genio della drammaturgia contemporanea come Beckett.
Al contrario Marilyn Minter come fotografa mostra la sua natura più autentica quando abbandona il dettaglio e ci restituisce immagini di grande poesia, fulmine riflessioni sulla condizione femminile.
Malinconici e realistici gli scatti dedicati a mom dove, la mamma in questione, è colta nella sua intimità e solitudine di donna, senza orpelli e mostrando la sua età, la sua malinconia, il suo abbandono, concedendosi malinconica all’obiettivo. Come molte artiste donne contemporanee indaga il rapporto sempre complesso e talvolta drammatico delle donne con il corpo e quella femminilità costruita e proposta come modello dai media in contrapposizione alla verità e realtà autentica della donna .
Il corpo femminile disprezzato, usato, calpestato o esaltato, fonte della creazione della vita, quindi intrinsecamente potente, vergognoso o sublime incarna in pieno molti dei nostri fantasmi e per questo sempre al centro di riflessioni e ripensamenti.
I dettagli del corpo dipinti, fluorescenti, esaltati, iperrealisti rimandano a una carnalità libera, autentica e giocosa, lievemente feticista perché Merilyn Minter sa bene che il diavolo si nasconde nei dettagli…(Virginia Zullo)

Chewing Green, 2008 C-print 150 x 218 cm © Marilyn Minter. Per gentile concessione di Salon 94, New York

Bitte klicken Sie das Bild für eine vergrößerte Ansicht Pink Bra (Pamela Anderson), 2007 C-print 218 x 152 cm © Marilyn Minter. Per gentile concessione di Salon 94, New York

Bitte klicken Sie das Bild für eine vergrößerte Ansicht Chesire (Wangechi Mutu), 2011 smalto su metallo 152 x 244 cm © Marilyn Minter. Per gentile concessione di Salon 94, New York

Bitte klicken Sie das Bild für eine vergrößerte Ansicht Caviar Green Pink, 2008 Madonna Sticky & Sweet Tour Marilyn Minter Video ©. Per gentile concessione di Salon 94, New York

Coral Ridge Towers (fumo mamma), 1969 © Marilyn Minter. Per gentile concessione di Salon 94, New York

Bitte klicken Sie das Bild für eine vergrößerte Ansicht Coral Ridge Towers (la mamma di tintura sopracciglia), 1969 © Marilyn Minter. Per gentile concessione di Salon 94, New York
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