“Crescendo fotografico”, Michel Comte si svela alla Triennale

Dopo la bella mostra dedicatagli nei mesi scorsi dal Lucca Digital Photo Fest, un nuovo incontro con il genio fotografico di Michel Comte attende il [...]

Dopo la bella mostra dedicatagli nei mesi scorsi dal Lucca Digital Photo Fest, un nuovo incontro con il genio fotografico di Michel Comte attende il pubblico italiano. L’appuntamento è alla Triennale di Milano dal 10 maggio al 3 luglio. Curata da Walter Keller: “Michel Comte. Crescendo fotografico”, ripercorre in 87 immagini e 20 collage l’intera carriera di uno dei più grandi fotografi contemporanei. Fotografo di moda, ma ancora di più ritrattista, cacciatore del non detto che ogni corpo, ogni gesto, ogni espressione svela solo all’obiettivo di certi fotografi. E Comte, talento autodidatta (e questo ha dello straordinario) è uno di quei fotografi capaci di farci vedere oltre la scorza.

Giorgio Armani, W Magazine, 1992, © Michel Comte Estate / I-Management SA

E’ il 1978 quando Karl Lagerfeld intuisce l’enorme talento del fotografo ventiquattrenne e decide di correre il rischio di affidargli le campagne pubblicitarie per le case di abbigliamento di Ungaro e Chloé.

Sono i suoi primi lavori internazionali e sono un successo, che gli apriranno le porte alle collaborazioni importanti che arriveranno subito dopo; a quelle campagne condotte, sin dagli anni ’80 per i marchi più celebrati: da Armani a Versace, dalle grandi multinazionali dei cosmetici alle case automobilistiche del peso di Ferrari, Jaguar, Mercedes Benz.

Intanto il giovane fotografo elvetico si sposta a Parigi, poi va a New York dove comincia a lavorare con Vogue America. Un irrequieto che deciderà di fermarsi solo Los Angeles: “Mi piace vivere sempre sul filo del rasoio. Appena ho la sensazione di non correre più alcun rischio nel posto in cui vivo, sento subito il bisogno di trasferirmi”. Suo nonno era un aviatore: “probabilmente – dice – il mio carattere è una sua eredità”. L’attrice Geraldine Chaplin, più volte ritratta da Comte, dice che “è un cavaliere errante della fotografia: un vagabondo, un avventuriero, un nomade con la macchina fotografica”.

L’aspetto interessante della mostra, al di là della qualità della materia prima, è la possibilità di comprendere la complessità del lavoro di Comte che precede lo scatto finale. Decine, centinaia di provini per cercare l’istante giusto, quella perfetta combinazione di luci, tagli, gesti che rende una fotografia un’opera d’arte.

E se l’obiettivo di Comte è indubbiamente innamorato delle donne (le top model dagli anni ’80 in poi le ha riprese praticamente tutte) la scelta delle immagini in mostra fornisce una dimensione più ampia del suo lavoro: certo, ci sono le famose

campagne pubblicitarie e gli altrettanto famosi nudi ma ecco, forse a sorpresa, il Comte ritrattista in bianco e nero. Immagini come quelle che immortalano Jeremy Irons, Frank Zappa, Penelope Cruz, Giorgio Armani e Julian Schnabel, solo per citarne alcune, rivelano una sensibilità e una capacità di introspezione meno conosciuta.

Nella scelta del curatore c’è la volontà di di evidenziare come molti ritratti siano vere e proprie testimonianze storiche del proprio tempo, gli anni ’80 e ’90. Un esmepio è il ritratto   dell’artista Louise Bourgeois, un’immagine di grandi dimensioni che vista in quest’ottica non può che migliorare con il passare del tempo rispetto allo scatto originale.

Grazie (o nonostante) i numerosi lavori che gli vangono commissionati tra gli anni ’80 e ’90, ben presto il fotografo sviluppa un suo alfabeto visuale: “oscillando – dice Walter Keller – tra scene altamente elaborate in stile cinematografico e momenti di grande intimità, di inaspettata penetrazione nelle anime degli esseri umani davanti alle sue lenti”.

Moltissimi sono i personaggi famosi che passano davanti al suo obiettivo per finire sulle copertine dei più importanti giornali di moda internazionali – modelle, stilisti, artisti, attori, attrici, musicisti e cantanti che hanno fatto la storia della società e del costume contemporaneo. Tutti in fila per gli scatti di Comte.

Helena Christensen II, Safe Sex Campaign 1993, © Michel Comte Estate / I-Management SA

Carla Bruni, Vogue Italia, 1996, © Michel Comte Estate / I-Management SA

Jeff Koons, Vogue Germany, 1992, © Michel Comte Estate / I-Management SA

Sophie Marceau, private sitting, 1998, © Michel Comte Estate / I-Management SA

Tina Turner, Vanity Fair US, 1993, © Michel Comte Estate / I-Management SA

Frank Zappa, Private Sitting, 1989, © Michel Comte Estate / I-Management SA

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