Itinerari del week end. A Nalles: tra storia e leggenda, sapori e natura

Abbondano i vigneti e i frutteti. Ma soprattutto Nalles, a metà strada fra Bolzano e Merano, è conosciuto come il paese delle rose: nei giardini [...]

Abbondano i vigneti e i frutteti. Ma soprattutto Nalles, a metà strada fra Bolzano e Merano, è conosciuto come il paese delle rose: nei giardini delle case vengono coltivate le varietà più diverse che fioriscono da aprile a fine ottobre. E grazie al clima mite, non mancano anche cipressi, cedri e persino palme.

L’itinerario non può che iniziare dal Castel del Cigno, uno dei più bei manieri della zona. Le sue cantine sono fra le più antiche dell’Alto Adige: vi sono custodite centinaia di botti in rovere e quelle in legno a forma d’uovo risalenti all’epoca di Maria Teresa d’Austria. In un podere di 15 ettari oggi vengono prodotte due etichette di Cabernet Sauvignon, una pregiata riserva di Pinot Nero e un Sauvignon. Visite e degustazioni si tengono ogni giovedì dalle 10 (info 0471.678619). Il complesso si trova all’uscita della gola del ruscello di Sirmiano, ed è composto da un insieme d’edifici, contraddistinti da logge e scale che si raccolgono intorno a un cortile interno dov’è ubicato un orologio solare del 1563. Ristrutturato nel Cinquecento, prende il nome dall’animale presente nello stemma dei proprietari di allora. Da lì ogni anno parte una gara di regolarità in salita per moto d’epoca: la “Noise Sonderheft”. L’edizione 2011 – a cui come sempre parteciperanno appassionati provenienti da Italia, Inghilterra, Austria, Germania e Svizzera – si terrà l’ultimo week end di maggio. Appena più sopra, sulla strada che porta alla frazione Sirmiano, sempre nella Höllental, la valle dell’Inferno, s’incontra poi Castel Bavaro. In piedi sono rimasti il mastio e parte della cappella in stile tardo gotico. Costruito nel 1220, fu gravemente danneggiato da un incendio nel 1600. Legata a questo luogo è una leggenda secondo cui alla mezzanotte del venerdì si vede un cavaliere in lucida armatura appoggiare una scaletta al muro dell’antica chiesa parrocchiale di Bolzano e salire sino alla finestra del sepolcro dove riposa la moglie. La donna che l’uomo, improvvisamente impazzito, ha ammazzato. Secondo questa credenza, dopo l’omicidio ben presto il nobile fu preso dalla disperazione e si mise a vagare, selvaggio, per la montagna con la gente che lo schivava impaurita perchè a ogni sua apparizione seguiva una disgrazia.

Castel del Cigno

 

A Sirmiano di Sopra, area ricca di boschi di conifere, si trovano la “Torre della caccia”, l’emblema del paese, e su una vicina collina di porfido l’oratorio, in stile romanico, di santa Apollonia che risale al secolo XII o al più tardi a quello successivo. Cinquecentesco è al contrario il portale incorniciato in pietra. Da questo punto, si vedono anche le Dolomiti. Altra sosta a Sirmiano di Sotto – dove

Castel Bavano

vede la luce il bianco Sirmiano, prodotto in gran parte da uve di Pinot bianco e dal sapore tenue – che si sviluppa attorno all’ottocentesca chiesa del Sacro Cuore con un piccolo altare barocco del 1713. E un’altra tappa, che richiede un quarto d’ora di cammino dal centro, è quella in località Casaccia con tracce di un insediamento preistorico e i resti di una fortezza di cui sono ancora riconoscibili anche le mura di cinta con un percorso vagamente ovale.

Ma interessante è anche la parrocchiale di San Ulrico con campanile del ’200. Completamente ricostruita nell”800, ha una particolarità: le sue pareti non seguono un tracciato diritto, ma hanno una forma concava in corrispondenza della navata centrale. Della vecchia chiesa è stata conservata la fonte battesimale gotica. S’innalza nella parte di Nalles definita Hiegerdorf. In quella che si chiama Enderdorf è invece situata la residenza Stachelburg, tipica costruzione del primo Rinascimento contraddistinta da una scala aperta con loggia, soffitti in legno e pitture decorative (info 0471.678558-339.5624759). Sempre nella zona di Prissiano si può ammirare la cappella di Santa Croce con un grande crocifisso.

 

Dal paese è visibile il massiccio della Mendola nella cui parte meridionale si scorgono i 1866 metri del monte Macaion, con la sua caratteristica forma di un enorme naso di roccia.

 

Per rifocillarsi, si possono gustare i gnocchi canederli e i ravioli tirolesi. E come dolce impossibile rinunciare a uno strudel di mele. Un’occasione per recarsi in questo borgo è rappresentato dalle settimane gourmet basate su specialità preparate con prodotti locali. Le più famose sono probabilmente quelle dedicate agli asparagi che crescono copiosi lungo le sponde del fiume Adige. Continueranno, questi appuntamenti, sino al 15 maggio. Cinque giorni più tardi largo, nella piazza del municipio, alla festa del vino. E in autunno inoltrato sarà la volta delle castagne raccolte in località Pitzon, sul pendio della Mendola: il periodo del tradizionale “Törggelen” in cui le caldarroste vengono assaporate con il vino nuovo,  il cosiddetto “Sußer”. Ancor prima, dal 1° all’11 settembre, si renderà invece omaggio alle mele. (Marco Fornara)

 

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