E’ solo una questione di tempo, poi la morte di Osama Bin Laden diventerà materiale per Hollywood. E non occorrerà neppure aspettare troppo, visto che nel calderone qualcosa bolle già. Un nome Kathryn Bigelow, prima regista donna a vincere l’Oscar, nel 2010, col film The Hurt Locker, una storia sulla guerra e su quell’ubriacatura di morte che il contatto quotidiano col pericolo regala ad un gruppo di artificieri di stanza in Iraq. Cosa c’entra la Bigelow in tutto questo? Lei, col suo co-sceneggiatore Mark Boal, ad un film sulla morte di Bin Laden stavano già lavorando ben prima che la squadra speciale dei Marines, domenica notte, facesse la sua irruzione in quella villetta di Abbottabbad. Per la precisione, la Bigelow stava mettendo insieme la storia di un tentativo – evidentemente fallito – di assassinare il leader di Al-Qaeda in una operazione segreta e “fuori dai canoni”, una cosiddetta black ops.

Kathryn Bigelow agli oscar 2010 credit: Matt Petit / ©A.M.P.A.S.
Secondo l‘Hollywood Reporter – che ha diffuso la notizia – il progetto del film si sarebbe chimato “Kill Bin Laden”, ma adesso che Bin Laden è stato ucciso davvero, cosa ne sarà?
Potrebbe avvantaggiarsene, è una delle ipotesi, tanto più che il film era alle primissime fasi di elaborazione dunque c’è tempo e modo di rimaneggiare il copione, aggiungendo quei dettagli dell’operazione “definitiva” che regista e sceneggiatore si auspicano di poter raccogliere nelle prossime settimane. Ma il problema è proprio questo, la storia è ghiotta e altri registi potrebbero spuntare all’orizzonte. Dal suo canto la Bigelow ha il precedente di The Hurt Locker, film a “basso costo “ (10 milioni di dollari e per Hollywood è un low budget) che ha battuto agli Oscar i 500 milioni dollari dell’epopea fantascientifica di Avatar, diretto dal suo ex marito James Cameron. Vedremo.
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