“LIVE! L’arte incontra il rock”, 40 di cultura pop in mostra a Prato

Il rock e l’arte passeranno l’estate insieme a Prato. Dal 21 maggio al 7 agosto al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, ubicato nel centro […]

Il rock e l’arte passeranno l’estate insieme a Prato. Dal 21 maggio al 7 agosto al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, ubicato nel centro toscano, arriva “LIVE! L’arte incontra il rock”. Il filo logico della mostra evento, curata da Luca Beatrice e Marco Bazzini è analizzare il legame tra la storia dell’arte contemporanea e quella del rock e come hanno modificato l’universo culturale degli ultimi 40 anni.

 

LIVE! vuole unire grandi eventi, rileggendoli attraverso materiali orinali collegati. Si parte dal 1969, che strano caso, proprio l’anno

DAVID LACHAPELLE Michael Jackson The Beatification: I’ll never let you part for you’re always in my heart 2009 Courtesy Robilant+Voena

di Woodstock, dell’ultimo concerto del “Fab Four” dal tetto della Apple (non quella dei computer, la casa discografica), del paradiso raggiunto dalla musica e dalla conseguente caduta dopo che i Rolling Stones hanno deciso di affidare a degli psicopatici, gli “Hells Angels”, la sicurezza del concerto ad Altamont, tanto che ci è scappato il morto e da lì un disastro. Sempre quell’anno, anche l’arte si muove forte con When Attitudes Become Form, di Harald Szeemann, la mostra che ha cambiato le carte in tavola dell’arte contemporanea. Poi si passa al 1972. Italia, Campania, Pompei e chi ne sa qualcuna, può dire di aver già capito. Sì, erano loro, i Pink Floyd, che si esibirono in quell’anno proprio tra le rovine romane per denunciare  la volontà di rimpossessarsi di una natura lontana per invaderla pacificamente con la propria creatività. Sullo stesso piano, Spiral Jetty di Robert Smithson, di qualche tempo prima, vetrina della Land Art promossa da Gianfranco Gorgoni. Nello stesso periodo nasceva e dava addio al mondo il rock di plastica di David Bowie, con il disco più gay della storia secondo molti esperti del settore, “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and The Spiders From Mars”, pezzi comunque nella storia, piaccia o non piaccia. Dall’uomo dagli occhi di colori diversi, si passa al metaforico collega, l’artista Urs Lüthi, che lavorava sul proprio corpo nella stessa maniera del singer britannico. Alla fine degli anni 70, a prendere a pugni in faccia i fan, sono i Sex Pistols, dei veri cani della musica (Sid Vicious non sapeva neanche cosa fosse un basso quando è entrato nella band) che hanno fatto comunque il loro capitolo di storia, che dà speranze a Malcolm McLaren o Jamie Reid, anticipatori dell’arte che può anche non essere propriamente bella da vedere. C’è spazio per lo stivale negli anni ’80, quando dopo l’isteria dei ’70, si sono tirati i remi in barca ed alla Biennale di Venezia dedicata ai giovani artisti compaiono i lavori di transavanguardia di Sandro Chia e Nicola De Maria, che saranno ospiti agli aventi di LIVE!.

 

Gli anni ottanta, danno anche vita a veri apostoli della musica, che hanno cominciato a presentarsi sempre più massicciamente, con

JAMIE REID Sid Vicious Action Man (1978) Courtesy Isis Gallery London

dei video clip in televisione. Gli eroi de tempo, per quello che riguarda al musica, sono Bob Marley, Patty Smith, Madonna o Michael Jackson, mentre dal lato figurativo, basti citare la mente visionaria di Keith Haring, uno dei primi creatori del writing metropolitano, che diede vita ai suoi “ometti”. La fine degli anni dell’arrivo del computer aprì a culture lontane, con un Paul Simon che va a suonare in Zimbabwe e Chéri Samba che partecipa con le sue opere a “Les Magiciens de la Terre (1989)” e, soprattutto quell’anno, cadeva il muro, poi immortalato in “The Wall” di Roger Waters, anche se pubblicato come figlio dei Pink Floyd e nei lavori di Leonid Sokov.

 

Il giro di boa verso il 2000, nel 1990, sbatte in negozio di musica il super live di Vasco Rossi, “Fronte del palco”, che interpreta l’idea opportunista del mondo chiuso fuori dall’anima della persona e come ogni volta, l’arte figurativa traduce gli intenti minimalisti di Stefano Arienti. Negli anni ’90, l’esagerazione di musica elettrica e distorta, viene calmierata dall’arrivo del morbido e coinvolgente unplugged, che lancia nel Olimpo della musica il “Nirvana, MTV Unplugged” del 1993. Alla fine la mostra, si chiude con un quesito imperativo : nel 2000, ha ancora senso parlare di Rock star? A rispondere potrebbero essere i Gorillaz, calati nelle vesti di scimmie in un cartone animato, mentre Michael Jackson se ne è andato lasciando un’opera incompleta che l’ha reso divinio, “This is it”. (Davide Rabaioli)

MARCO LODOLA Beatles 1969 Abbey Road 4 pezzi, 800x300 cm courtesy Memoli Arte Contemporanea, Milano – Potenza

 

DAMIEN HIRST, GAVIN TURK Sensation. Young Brithis Artists from the Saatchi collection, 1997 Courtesy Saatchi Gallery London

 
AERNOUT MIK Ce qui arrive Middlemen 2001 Videoinstallazione Galerie Carlier Gebauer Berlin

 

FRANCO VACCARI Rolling Stones Isola di White, 1970 Collezione privata

 

 

FRANCO VACCARI Rolling Stones Isola di White, 1970 Collezione privata

EFREM RAIMONDI Vasco Rossi anni 90/200

 

GILBERT & GEORGE Being, 1988 Courtesy Collezione Alessandro Grassi, curatore dottor P. Leccese

Grace Jones Live in Concert London&New York city 1981 Still from video

IAIN FORSYTH & JANE POLLARD A Rock'N'Roll Suicide, 1998 Live performance Photo: David Cowlard courtesy Kate MacGarry, London

IRA SCHNEIDER Woodstock Woodstock festival, 1969 Still da video

KEITH HARING Untitled 1982 courtesy Gruppo Geo Cairo Montenotte (SV)

MARCO CINGOLANI La rivoluzione siamo noi, 1990-1991 Courtesy Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci

Jean Michel Basquiat On Paul Tschinkel's Inner-Tube New York Punk and New Wave, The Seminal Years Still da video

RICHARD KERN Nirvana Courtney Love

ROBERT LONGO New York New Wave Untitled 1980/2000 Galleria Mazzoli Modena

THOMAS BILLHARDT Alles wer so alles war anders, 1989

WILLIAM ENGLISH Vivienne Westwood in Sex 1975 courtesy of Maggs Brothers, London

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