“Cinecittà si mostra”, il sogno non è mai finito

Cinecittà può essere presa a simbolo del miglior pregio italiano che sarebbe quella capacità – la stessa che ha dato vita al Rinascimento e al [...]

Cinecittà può essere presa a simbolo del miglior pregio italiano che sarebbe quella capacità – la stessa che ha dato vita al Rinascimento e al made in Italy – di poter materializzare i sogni e le visioni. Renderli materia, nel senso letterario del termine, riuscendo se è il caso a realizzare capolavori con mezzi scarsi. Cinecittà allo stesso momento può essere presa a simbolo di uno dei peggiori vizi italiani: lo scarso amore verso se stessi, ovvero verso il patrimonio nazionale. Cosa sarebbero oggi gli studi della Tuscolana se li avessero avuti francesi, inglesi o meglio ancora tedeschi richiede una certa immaginazione, ma su un punto vi è una quasi certezza: Cinecittà sarebbe salva dal degrado e fruibile dal pubblico. Meta privilegiata di scoalresche, cinefili, turisti, nostalgici alla ricerca di un’emozione residua di quella che tra gli anni ’50 e ’60 fu la Hollywood sul Tevere. La fabbrica dei sogni in veste romana, dove passeggiavano Cleopatra e Ben Hur, Fellini, Visconti e Rossellini, Liz e Richard colpiti dal fulmine dell’amore, Peppone e Don Camillo, Marcello e Sofia.

Ma in qualche modo si prova a porre rimedio, e il “monumento” Cinecittà viene finalmente restituito alla gente. Con l’occasione del 74simo anniversario, inaugura oggi, con una festa che vedrà partecipe il mondo del cinema ed ovviamente le maestranze che hanno “fatto grandi” i luoghi la mostra “Cinecittà Si Mostra“. Ed è una prima volta nella densa storia degli studios, storia iniziata il 28 aprile 1937 con il taglio del nastro degli stabilimenti da parte di Benito Mussolini. L’obiettivo è realizzare, entro un anno, un Museo del Cinema nel quale si potrà viaggiare tra scenografie famose come la Manhattan fine ‘800 di Gangs of New York disegnata da Dante Ferretti per Scorsese e la città imperiale del serial televisivo Rome (4 ettari realizzati tutti dalle maestranze locali); fotografare la piramide egizia di Cleopatra, entrare nel duomo di Assisi di San Francesco o, per giungere ad una produzione recente, fare i turisti nella firenze medicea diAmici miei come tutto ebbe inizio”.

Cinecittà, il famoso ingresso su via Tuscolana

Promossa da Cinecittà Studios in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, e con la partecipazione di Cinecittà Luce, del Museo del Cinema di Torino e della Cinematheque Francaise di Parigi, la mostra è allestita all’interno di due palazzine storiche di Cinecittà, quella presidenziale e la Fellini, e si sviluppa nelle aree all’aperto con una particolare attenzione ai bambini ai quali vengono dedicati percorsi ad hoc. Giuseppe Basso, ideatore della mostra e vice direttore generale degli studios, spiega: “Abbiamo sentito il bisogno di comunicare la grandezza di questa azienda anche a tutti coloro che ne vivono il mito dall’esterno.  Intendiamo parlare di noi stessi, raccontarci mostrando gli spazi nei quali lavoriamo e insieme il frutto del nostro lavoro. Vogliamo farlo con semplicità, certi che la storia di Cinecittà e il nostro impegno quotidiano possano rappresentare un momento di crescita culturale e di piacevole svago per i visitatori”.

E domani l’apertura al pubblico, con un percorso che parte proprio dallo storico ingresso di via Tuscolana, civico 1055. Il film comincia…

La mappa

Prima sezione, le sceneggiature, ovvero quando le parole diventano sogni. ad accogliere il pubblico sono infatti le parole di film girati negli Studios, una sorta di viatico simbolico prima d’immergersi completamente nella magia del cinema. Il viaggio prosegue nelle due sale dedicate al costume, con una selezione  di abiti delle più famose sartorie cinematografiche; poi spazio alle scenografie mostrate attraverso plastici e bozzetti. E mentre una video installazione racconterà la fase della post produzione  con un documentario che spiega i procedimenti e le tecniche del montaggio di un film; la sala successiva è dedicata alla visione del film finito con una selezione di immagini delle pellicole più rappresentative girate negli Studios. Nella palazzina Fellini la celebrazione del mito, il racconto dei gloriosi anni 50/60 e i ritratti dei protagonisti, una sorta di galleria ideale in cui si rivedono, proiettati, tutti i grandi personaggi che hanno contribuito a rendere famosa Cinecittà. Curiosi, i provini di alcune star agli inizi della loro carriera. Culmine del percorso sono i grandi set all’aperto, quelle città nella città che hanno fatto da cornice – ma spesso sono diventati essi stessi protagonisti – di quel sogno chiamato settima arte. Un sogno che ancora continua perché nonostante le tecnologie, il cinema ha ancora bisogno dei bravi artigiani per raccontare le sue verità. Lo sanno bene Nanni Moretti, Pupi Avati, Mario Martone, Carlo Verdone, Giovanni Veronesi, Neri Parenti che per i loro ultimi film sono approdati sulla Tuscolana.

Fellini a Cinecittà

Il set di Gangs of New York

 

Cinecittà, la Roma imperiale in notturna

Il set di Amici miei - come tutto ebbe inizio

Il set di Amici miei - come tutto ebbe inizio

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