Acireale, “Rear View Mirror”. Mostra dedicata al francese Yvan Salomone

E’ un’altra tappa nell’indagine sul tema dei “paesaggi costruiti” portata avanti dalla galleria del Credito Siciliano di Acireale. Dal 6 maggio al 3 luglio, nei [...]

E’ un’altra tappa nell’indagine sul tema dei “paesaggi costruiti” portata avanti dalla galleria del Credito Siciliano di Acireale. Dal 6 maggio al 3 luglio, nei locali che si affacciano su piazza Duomo, si terrà una personale, intitolata “Rear View Mirror”, dedicata al celebre artista francese Yvan Salomone, oggetto anche di un recente omaggio al Beaubourg, il centro nazionale d’arte e di cultura “Georges Pompidou” di Parigi.

Cinquanta acquerelli di grandi dimensioni racconteranno, senza scendere nei dettagli delle descrizioni topografiche, i porti di Saint Malo, Le Havre, Rotterdam, Shanghai, Dakar e altre città di mare. Tutti visti come luoghi dove finisce la città, più che come spazi di apertura verso l’immenso pianeta acqueo. Quest’ultimo, anzi, è escluso da queste immagini: non viene mai direttamente mostrato, anche se ne è il presupposto facilmente immaginabile. “Decidendo, 11 anni fa, di dipingere ad acquerelli il soggetto del porto che aveva sotto gli occhi quotidianamente, Salomone raccolse – afferma il critico Véronique Vauvrecy – due sfide: una è trasformare un luogo ordinario in un paesaggio singolare, e l’altra attualizzare una tecnica desueta”.

Yvan Salomone

Il suo primo quadro, una serie di vagoni su una banchina indefinita, forse quella di una stazione o forse quella di un porto, era già emblematico. In quanto segno che la sua ricerca era già orientata verso l’idea di transito. Le aree degli scali marittimi, progressivamente integrate con le zone industriali, sono così diventate le basi di questa esplorazione. Ambiti e luoghi senza fondamenta, come le navi, in  preda a pericoli, che possono portare anche ai naufragi, e turbolenze. E i suoi oggetti sono talora fluttuanti, costruiti a partire da una pratica pittorica energica e puntuale, nella quale si “affrontano” l’acqua e il colore in modo non tradizionale. Salomone si dedica infatti a dominare la tecnica e a mascherare la tavolozza dell’acquerello affinchè si carichi di nuovi significati. Il fenomeno della diluizione materializza l’ondeggiamento, il crollo e la dislocazione. I suoi lavori – secondo Valerio Dehò che ha curato un saggio inserito nel catalogo bilingue edito per l’occasione – hanno caratteristiche che li collocano fuori dagli schemi ricorrenti dell’”opposizione” tra pittura e arte concettuale, evidenziando come le categorie critiche siano spesso insufficienti a leggere l’individualità dei percorsi e delle scelte. Così avviene per la tecnica dell’acquerello: “Yvan – afferma – ne conosce anche i limiti e la storia. In un certo senso la rinnova negandola”. Ecco così i grandi formati, la loro fissità dimensionale. Ma a colpire è innanzitutto la loro genesi. Sono immagini raccolte fotograficamente in lunghi viaggi su lontane rotte, oppure dietro casa. Istantanee selezionate in studio: poi alcune sono diventate delle opere realizzate con la sua tecnica preferita, l’acquerello su carta. “Uno a settimana – sottolinea ancora Dehò – con una regolarità certosina, maniacale: una vera e propria disciplina. Probabilmente la parola chiave che conduce a chiarire il suo metodo, la sua procedura che è una filosofia dell’arte”.

Si spazierà, per fare qualche esempio, da “Palazzo Werk” del 1999 a “Melankholie” del 2008. Salomone ha puntato – come emergerà anche da questa mostra organizzata dalla fondazione “Gruppo credito valtellinese” in collaborazione con “Galerie Xippas” di Parigi – sulla manualità del fare, “su qualcosa che è distaccato dalla pura e semplice esecuzione materiale”. Info 095.600208-113517.

(Marco Fornara)

 

Una precedente mostra dell’artista francese

 

 

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