“Uscite, Uscite o Sorci – Disse Un Micio…”, Gatti e Topi nella letteratura e nell’arte fino al 6 giugno al Museo di Roma in Trastevere.
Una vera delizia la mostra dedicata alla presenza del gatto e del topo nella letteratura, nell’ arte e nel design. Il titolo è tratto da La libertà der gatto, una poesia di Trilussa che attraverso la metafora del gatto e del topo descrive l’eterna lotta di classe tra lo schiavo e il padrone. La mostra documenta come il gatto e il topo abbiano ispirato scrittori, musicisti, illustratori, poeti, artisti, autori di film e cartoons.
Una vera sorpresa, un viaggio dolce, un tuffo nell’immaginario infantile, una mostra perfetta per i più piccoli ma anche per i grandi, ricca e ben documentata, un progetto realizzato egregiamente. Cominciamo dal design e dal famoso mause così chiamato dalla Apple nel 1984 non per il suo aspetto ma perché acronimo di Manually Operated User Selection Equipment . In seguito molti oggetti tecnologici, non solo per bambini, hanno preso le fattezze del topo.
In mostra, per la sezione pittura, i nomi sono tanti, c’è l’acquerello delicatissimo di un gatto solitario su un fondo verde di Alessandra Giovannoni, i gattini stilizzati a matita ritratti in varie posizioni di Mario Sironi e i topini stilizzati che illustrano il famoso libro per bambini Amato topino caro di Scialoja .
In una teca fa bella mostra di sé con gli occhi chiusi, forse dorme o sonnecchia, un meraviglioso gatto di ceramica di Duilio Cambellotti.
Ricchissima la documentazione letteraria dei tanti libri illustrati. Memorabile Gatto Topo, di Günter Grass e Le avventure della famiglia Topone di Verne. Famosissimo Il gatto con gli stivali , la fiaba del 1500 di Giovanni Francesco Straparola riscritta dopo un secolo dal narratore italiano Giambattista Basile e reinterpretata da Ludwing Tieks, Charleston Perrault e i fratelli Grimm. Le illustrazioni di questa celebre fiaba non si contano, per non parlare delle trasposizioni cinematografiche. “La morale della favola” non può che essere semplice e universale: non c’è bisogno di ereditare grandi beni perché con l’ astuzia e l’ intelligenza si può ottenere tutto ciò che si desidera …
In mostra anche il più antico libro illustrato americano edito ancora oggi : Milioni di gatti scritto e illustrato da Gag , innovativo per il modo di abbinare i disegni e riempire l’ intera doppia pagina. Non poteva mancare il gatto Felix creato per i cartoni animati da Otto Messmer nel 1917, in Italia appare nel 1923 sul Corriere dei Piccoli con il nome di Mio- mao.
Forse pleonastico citare il successo planetario di Mickey Mouse , il topolino di Disney. Una vera sorpresa il Mickey Mouse di Andy Warhol che fa parte della serie dei ” miti”. Per Warhol l ‘artista doveva essere dotato di un ” aura ” suscettibile di trasformare le cose più banali e Mickey Mouse nelle sue mani diventa immediatamente un’ icona pop. L’artista amava molto i gatti tanto che condivise il suo appartamento newyorkese di Lexington Avenue con ventisei gatti e raccolse le sue illustrazioni di mici in un libro Venticinque gatti di nome Sam e uno di nome Bule Pussy. Dopo poco tempo decise di utilizzare le immagini da lui disegnate come biglietto da visita.
Uscendo, nell’ ultima sala, in una teca , un paio di orecchini elegantissimi, piccoli e delicati come si addice ad una signora elegante, con un gatto e un topo stilizzato, per accontentare anche la vanità delle mamme che eventualmente dovessero accompagnare i loro bambini a questa intelligente e tenera mostra. (Virginia Zullo)
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