Quando sono i visi delle donne a raccontare la storia di cui, del resto, sono state artefici, nonostante le avversità, con dignità pari a quella degli uomini. E’ visitabile sino al 2 maggio, nelle sale della pinacoteca Mus’A al Canopoleno nel centro storico di Sassari, la mostra “Ma… donne”.
Protagonista Tonino Delogu che, svolte le sue prime sperimentazioni informali in Toscana dove frequentò esponenti dell’action painting americana, s’è poi trasferito in Sardegna conseguendo il titolo di restauratore di opere d’arte e dedicandosi all’attività di pittore. Sono 26 i quadri, di notevoli dimensioni, esposti. E tutti raffigurano volti femminili: fra questi, “Desirè”, “Dolce mare” e “Ghirlanda Thay”. Non solo, i visitatori hanno a disposizione foto di documenti tratti dal materiale conservato all’archivio di Stato di Sassari che, con direttrice artistica Monica Ortu, ha promosso l’iniziativa in collaborazione con la Provincia e il Comune di Sassari, la facoltà di lettere e filosofia della locale Università, la Camera di commercio del nord Sardegna, la fondazione “Banco di Sardegna” e la Soprintenza dei beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici delle province di Sassari e Nuoro.
Obiettivo: richiamare l’attenzione sulle rappresentanti del gentil sesso e sul ruolo che hanno svolto nel corso dei secoli. Quanto presentato racconta il loro agire quotidiano e l’interazione con le altre persone, e inoltre mira a sensibilizzare i giovani sulle tematiche riguardanti l’universo rosa e l’evoluzione degli stili di vita. Il pubblico si trova davanti un percorso che parte dal Cinquecento per arrivare al ventesimo secolo, e che spazia dalle presenze femminili in convento sino a quelle nei mondi della scuola e del lavoro, con particolare attenzione all’imprenditoria. Non manca anche una “vetrina” di prodotti da loro realizzati curata dalla presidente della Pro loco Marisa Moni. L’abbinamento, non casuale, di due testimonianze culturali, pittorica e documentaria, è un riconoscimento della sensibilità e dell’intelligenza delle donne, doti che hanno ispirato capolavori immortali nelle più diverse espressioni artistiche. Entrambi hanno il merito di non far dimenticare fatti, circostanze, memorie, sentimenti ed emozioni che il tempo, inesorabilmente, cancellerebbe se non fossero oggetti fissati su un supporto stabile. Gli atti hanno la capacità di tramandare i vari episodi e di farli rivivere nel tempo a coloro che non erano presenti nel momento in cui l’evento accadeva. Basta spolverare un dipinto o riprendere in mano un foglio ingiallito dal tempo e i personaggi incominciano a parlare, a rivelare la simbiosi che hanno con gli autori del quadro o del documento. Come confermato da “Ma… donne”. (Marco Fornara)
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