“Africa: See you, see me”. Sguardi africani sul continente nero

Un viaggio nella rappresentazione che gli africani fanno di se stessi. Questa la sintesi della mostra Africa: See you, See me, progetto itinerante che coinvolge [...]

Un viaggio nella rappresentazione che gli africani fanno di se stessi. Questa la sintesi della mostra Africa: See you, See me, progetto itinerante che coinvolge trentatré fotografi della scena artistica africana (ma non solo) dal post colonialismo degli anni 60 ai giorni nostri. Dopo Lisbona e Firenze, il progetto curato da Awam Amkpa e prodotto dal Dipartimento di Studi Africani della New York University, fa sosta dal 4 maggio al 4 giugno alle Officine Fotografiche di Roma arricchendosi, il 25 maggio, Giornata Mondiale dell’Africa, di una serie di eventi dedicati al volontariato e alle esperienze delle onlus che operano nel continente nero.

La prima cosa che emerge dalla mostra è la grande ricchezza e vitalità artistica dell’Africa, un tentetivo costande di plasmare proprie

BARTELEMY TOGUO

rappresentazioni contemporanee in risposta a quei modelli mutuati dagli archetipi coloniali che raffiguravano gli africani come brandelli di una storia di cui facevano parte ma sulla quale non avevano controllo.

Questo progetto «racconta la storia della fotografia africana e la sua influenza sull’immaginario non africano dell’Africa – scrive Awam Amkpa - nonché la diaspora in tutte le sue diversità. Insieme, le fotografie sono testi di soggettività africane, archivi di storia e di società in via di sviluppo e metodi per comprendere come le immagini contribuiscono all’emancipazione». 

In mostra artisti africani e della diaspora, provenienti da diversi Paesi: Algeria, Camerun, Etiopia, Ghana, India, Mali, Marocco, Nigeria, Portogallo, Senegal, Sud Africa, Trinidad e Usa, cui si aggiunge un gruppo di fotografi italiani profondamente connesso alle tematiche del progetto espositivo. Alcune presenze storiche come Malick Sidibé (Soloba-Mali 1936, vive e lavora a Bamako), Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 2007 e vincitore di innumerevoli premi internazionali; J.D. Okhai Ojeikere (Ojomo Emai-Nigeria 1930, oggi a Ketou). Ma anche Cedric Nunn (Nongoma-Sudafrica 1957, vive e lavora a Johannesburg); Zak Ové (Londra 1966, vive e lavora tra Londra e Trinidad); George Osodi (Lagos-Nigeria 1974, vive e lavora tra Lagos e Londra), Zanele Muholi (Umlazi-Sudafrica 1972, vive e lavora a Cape Town).

Il percorso si sviluppa in tre parti: Nella prima sezione, una serie di ritratti in esterno di africani alle prese con la realtà urbana nella quale sono emigrati. Nella seconda, vengono presentati i primi ritratti etnografici che suggerivano un’immagine dell’Africa come luogo selvaggio popolato dai primitivi dell’Europa. La sezione finale, realizzata rigorosamente da fotografi non africani, è infine dedicata alle foto contemporanee del continente.

ALDO SODOMA

ANDREW DOSUNMU

CEDRIC NUNN

COLONIAL IMAGE - DAVID GELBARD ARCHIVE

DANIELE TAMAGNI

DELPHINE DIALLO

GEORGE OSODI

HANK WILLIS THOMAS

JD OJEIKERE

MAJIDA KHATTARI

MALIK NEJMI

MALIK SIDIBE

MAMADOU MBAYE

MARCO AMBROSI

MICHAEL TSEGAYE

PATRIZIA GUERRESI

SOIBIFAA DOKUBO

UCHE OKPA IROHA

 

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