Natale di Roma, 2764 anni “Ab Urbe condita”

Fu durante l’epoca risorgimentale, soprattutto durante la breve stagione repubblicana del 1849, che la festività del Natale di Roma acquistò notevole rilevanza, i ricoluzionari lottavano [...]

Fu durante l’epoca risorgimentale, soprattutto durante la breve stagione repubblicana del 1849, che la festività del Natale di Roma acquistò notevole rilevanza, i ricoluzionari lottavano per la sopravvivenza ed ogni simbolo a cui aggrapparsi era buono. Anche il ventennio fascista celebrò solennemente l’impresa di Romolo, tanto da farne una festività nazionale. Al contrario in tempi più recenti, sono molti coloro che guardano a quella leggenda narrata da Varrone con sguardo più critico, d’altronde dopo aver tracciato il solco, Romolo assassinò il fratello Remo che aveva osato superarlo. E come inizo non poteva essere peggiore. Tutto ciò accadde, secondo i calcoli di Lucio Taruzio il 21 aprile del 753 dopo Cristo. Se fossero esatti – cosa sulla quale i dubbi sono molti – domani la città compirà 2764 anni e come al solito l’evento sarà festeggiato in vario modo, incrociandosi quest’anno con le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia.

Mostre, spettacoli, visite guidate gratuite ai musei civici, inaugurazioni di monumenti, aperture di opere pubbliche nel programma dei festeggiamenti che culmineranno nella giornata di domani  (programma disponibile su www.comune.roma.it e allo 060608).

E mentre nella giornta di oggi in varie piazze della Capitale ci saranno una serie di concerti delle bande musicali delle forze armate e dei corpi armati dello Stato (Esercito, Marina,  Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria) domattina gli eventi istituzionali: la deposizone da parte del sindaco Gianni Alemanno della corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto e in Campidoglio la cerimonia celebrativa con tanto di presentazione della medaglia coniata per il 2.764° Natale di Roma dedicata al 150° anniversario dell’Unità d’Italia e del francobollo celebrativo di Roma Capitale; inoltre saranno conferite le cittadinanze onorarie di Roma Capitale al Primo Reggimento Granatieri di Sardegna e all’Ottavo Reggimento Lancieri di Montebello.

Diverse le iniziative culturali, a partire dall’apertura gratuita Come dei Musei in Comune (tranne i Musei Capitolini per i quali è previsto il pagamento di un biglietto ridotto e per il Planetario un biglietto secondo tariffazione vigente). Non mancheranno le tradizionali rievocazioni storiche a cura del Gruppo Storico Romano, come la rappresentazione del “Tracciato del solco” (alle ore 11.30) al Circo Massimo e la “Cerimonia delle Palilia” (alle ore 18) in piazza Bocca della Verità.

Al Casino Nobile a Villa Torlonia riapre (alle ore 17) il nuovo allestimento del Museo della Scuola Romana. Il nuovo percorso espositivo presenta una collezione arricchita da ulteriori donazioni e prestiti in comodato d’uso e da un importante nucleo di opere di notevole importanza, in deposito temporaneo, proveniente dalla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma, tra cui l’intenso Autoritratto di Guttuso del 1937, il Pastore dormiente di Gisberto Ceracchini, esposto e acquisito in occasione della II Quadriennale del 1935, così come il disegno di Scipione La via che porta a San Pietro del 1930. A seguire (alle ore 17.30 e 18.30) il pubblico potrà assistere a “Intrisi delle stesse cose”, letture e diari di Mafai, Raphael, Scipione, Di Cocco, Pirandello, Mazzacurati e Cavalli, con testimonianze di De Libero, Lucchese, Valery Larnaud, Janni.

 

Al Centro Culturale Elsa Morante alle ore 18 Marcello Veneziani, in occasione dell’uscita del suo libro Vivere non basta. Lettere a Seneca sulla felicità (ed. Mondadori), terrà una conferenza sul tema “Seneca e la filosofia romana al tempo dell’Impero”, una conversazione sulla saggezza dai tempi di Cristo e di Nerone fino a oggi.  La giornata si concluderà invece alle ore 21 (con repliche alle 22 e 23) con lo spettacolo al Foro di Augusto – a cura dell’Associazione Alfaomega – “Roma/Amor: Nascita e Resurrezione della Città Eterna”, una narrazione della storia di Roma attraverso un sapiente gioco di luci e cromatismi, abbinati a proiezioni cinematografiche e architetturali su musica eseguita dall’Orchestra del Teatro dell’Opera e su monologhi teatrali di Gabriele Lavia con supporto di ambientazioni sonore realizzate per l’evento con materiali di sintesi originali, registrazioni di paesaggi sonori naturali, esecuzioni di flauto medievale e di strumenti a bordone.

 

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