150 anni dell’Unità li ha raccontati a modo suo. Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica, ieri sera è stato ospite del festival internazionale del giornalismo di Perugia. Primo punto fermo della sua relazione la considerazione che “gli italiani hanno sempre pensato più che altro al loro “particulare””. E poi non è mancata un’analisi degli ultimi decenni (“Berlusconi è premier, con brevi interruzioni, dal 1994 e dice che non ha alcun potere...”) sino ai fatti più eclatanti di questi ultimi mesi, a cominciare dal caso Ruby.
Poco prima era stata accolta come una rock star Milena Gabanelli, anima della trasmissione di Rai 3 Report, a cui numerosi spettatori hanno voluto stringere la mano dicendole “Grazie per quello che fate”. Folla, inoltre, per Luciano Ligabue che ha ricostruito la sua vita tappa dopo tappa: dall’infanzia trascorsa a Correggio all’esperienza nelle prime radio libere sino al fondamentale incontro con Pierangelo Bertoli. Il successo il cantautore emiliano l’ha raggiunto a trent’anni, “ma ciò – ha evidenziato – mi ha permesso di costruire con razionalità e maturità la mia carriera”. E il disegnatore Vauro Senesi ha ricordato Vittorio Arrigoni, il volontario ucciso nei giorni scorsi a Gaza. “Un ragazzo di pace – così l’ha definito – tanto che era solito scrivere “Restiamo umani” alla fine di ogni pezzo. Era questa la sua firma. Una sorta di mantra per superare i momenti difficili, quando gli sembrava che tutto il suo impegno per i diritti delle persone non portasse a niente”. Sempre Vauro – prima di spiegare che una vignetta nasce dalla capacità di arrabbiarsi, incuriosirsi e sorprendersi – ha poi immaginato d’incontrare un abitante del pianeta Giove: “Questa è B.landia. Un bel posto dove, per fortuna, il potere non somiglia alla società. Impossibile trovare dei vecchietti afflitti da erotomania e onnipotenza…”.
Tra i dibattiti della giornata quello a cui hanno preso parte Paolo Madron di Lettera43 e Luca Sofri del post.it. “In un futuro non molto lontano – è stato evidenziato – la carta stampata rimarrà una parte molto marginale del sistema informativo”. E tra i punti di forza delle testate on line ci sono le foto gallery. Sono stati anche premiati i vincitori del premio giornalistico “Una storia ancora da raccontare: Peppino Impastato”. Per gli articoli il riconoscimento è andato a Federico Alagna di Messina, e per i video ai laziali Enrico Tata e Ruggero Spataro che con la loro opera hanno puntato l’indice sui depistaggi registratisi nelle indagini sull’omicidio dello stesso Impastato. Menzioni speciali sono state attribuite a Mohsin Iqbal, Mayam Farooq, Syed Uzair e Imran Amran Khan, quattro ragazzi pakistani, e a Marco Pirrello. E adesso gli organizzatori della rassegna umbra sono già al lavoro per allestire l’edizione 2012: avviatissimi sembrano i contatti con “Al Jazeera”. (Marco Fornara)
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