COMO – Saranno presentati al pubblico domani (martedì 19 aprile ore 17) nella chiesa di San Giacomo i lavori di restauro sul Compianto sul Cristo Morto, opera lignea dei primi del cinquecento dei fratelli De Donati e proveniente dalla chiesa di san Bartolomeo di Caspano di Civo (So). Il complesso, composto da otto figure in legno dipinto e dorato scolpite a tutto tondo, è solitamente collocato all’interno della cappella della Pietà, la terza di destra nella parrocchiale di Caspano. Il piccolo borgo, della Costiera dei Cèch, la sponda orografica destra della Valtellina tra Colico e Talamona, ha conosciuto nei tempi passati momenti di notevole splendore grazie alla nobile casata dei Paravicino, che lo elesse quale sua dimora esemplare, arricchendolo di architetture e splendidi arredi. Mancano finora riferimenti documentari per quest’opera attribuita, su basi stilistiche, fino agli anni Ottanta a un artefice locale del XVII-XVIII secolo. Solo i più recenti studi la riconducono più correttamente al primo Cinquecento, in specifico alla mano di Alvise (o Luigi) De Donati e alla sua bottega, grazie alle analogie o addirittura identità fisionomiche tra alcune figure del Compianto e quelle della Resurrezione di Lazzaro della stessa chiesa. I volumi e i tratti squadrati delle figure e i panneggi, che alternano pieghe più morbide a spiegazzature cartacee, sono caratteri distintivi dei fratelli di Luigi, Giovan Pietro e Giovanni Ambrogio, così come altri stilemi caratteristici e ricorrenti, come la sporgenza dei bulbi oculari e la resa schematizzata dei capelli, che cadono in grosse ciocche cordonate. Il Compianto di Caspano rivela una teatralità mossa e partecipe i gesti e le espressioni delle statue sono il frutto di ricerche in chiave naturalistica che sembrano partecipare della ricerca degli “affetti” promossa a Milano negli anni di Leonardo e Bramante. L’intervento di restauro, finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed eseguito in due lotti dalla ditta Luca Quartana di Milano, dal 2007 al 2010, ne ha restituito a pieno i valori formali e cromatici, il delicato equilibrio dei gesti e degli sguardi. Prima operazione è stata la demolizione progressiva delle modifiche e ricostruzioni plastiche in gesso operate sulle singole sculture; questo ha permesso il recupero di tutti i frammenti originali che sono stati lentamente ricomposti. E’ stato possibile ritrovare ampie stesure della policromia originale, conservatasi sotto la ridipintura, e procedere al risanamento della materia lignea. Si è scelto di reintegrare porzioni di modellato significative, andate perse nell’intervento di modifica, giungendo in fase finale a un ritocco pittorico con coloranti in miscela cerosa stesi a velatura. La mostra rimarrà allestita fino al 17 luglio. Info: www.creval.it
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