Aspettando Cannes. Tra nomi di peso, donne registe e stelle

“Sarà una Smackdown d’autore”, commentava Variety a proposito del 64mo festival di Cannes, in calendario dall’11 al 22 maggio prossimi. Tanto per essere chiari verso […]

Sarà una Smackdown d’autore”, commentava Variety a proposito del 64mo festival di Cannes, in calendario dall’11 al 22 maggio prossimi. Tanto per essere chiari verso chi non bazzica il wrestling, Smackdown è una celebre trasmissione televisiva americana che mette in scena il meglio – o più corretto sarebbe dire il peggio – dei combattimenti tra i forzuti omaccioni della popolare disciplina diciamo sportiva.

E con l’annuncio dei film in selezione, tra concorso e sezioni ufficiali, l’espressione adoperata dalla bibbia dello show non sembra fuori posto. Se infatti da un lato c’è l’esigenza di mantenere integro il brand, ovvero l’identità di momento culturale che il festival di Cannes s’è cucito addosso; dall’altra non c’è miglior sponsor  delle celebrità di Hollywood. Sarà infatti per rispondere alle critiche piovute l’anno scorso, che rimproveravano al festival una penuria di nomi di richiamo, che i padri della kermesse Jilles Jacob (presidente) e Thierry Fremaux (delegato generale) provano a vivacizzare la competizione con un bel po’ di registi di peso che a loro volta, promettono di portare sulla Croisette una bella parata di glamour. Ma su questo torneremo dopo.

Che festival sarà dunque? Dando uno sguardo alle selezioni, in maniera particolare ai 18 film in concorso, due fattori spiccano sugli altri: la presenza di ben quattro registe – ed è la prima volta che si segnala una presenza femminile così copiosa – e la partecipazione massiccia di filmmakers che a Cannes hanno già ottenuto i loro bei successi. Preparatevi, la competizione sarà accesa.

Tre dei 18 il massimo riconoscimento del festival l’hanno già conqustato: parliamo del nostro Nanni Moretti, Palma d’oro nel 2001 con La Stanza del Figlio (esattamente dieci anni fa); i belgi fratelli Dardenne, che ne hanno portate a casa ben due, nel 1999 e nel 2005; quindi Lars von Trier, vincitore nel 2000.

Pedro Almodovar al party di Vanity fair Cannes 63

Ma di registi che a Cannes hanno ottenuto riconoscimenti (premi alla regia, agli attori, alla sceneggiatura, premio della giuria etc) se contano ancora tanti, a partire da Almodovar, passando per Sorrentino(premio della Giuria 2008  per Il Divo), quindi il turco Nuri Bilge Ceylan, i francesi Bertrand Bonello e Alain Cavalier, la giapponese Naomi Ka-Wase, l’americano Terrence Malick (unico americano nel concorso 2011), il finlandese Aki Kau-rismäki.

A completare la rosa dei favoriti della prima ora vanno aggiunti, il rumeno Radu Mihaileanu e il giapponese Takashi Miike. E’ chiaro perché la competizione sarà difficile?

Le donne registe, però la Palma d’oro non se la sono mai portata a casa. Che quest’anno sia la volta buona? A portare la bandiera rosa la già menzionata Naomi Ka – Wase, l’ australiana Julia Leigh, che presenta la sua opera prima, Sleeping beauty; quindi la francese Maïwenn Le Besco, ex moglie di Luc Besson, e la scozzese Lynne Ramsay.

Dei film parleremo nei prossimi giorni, ovvi motivi di spazio impediscono di affrontare, seppur brevemente, le singole opere. Ma volendo solo considerare i cast dei film in selezione, e considerando che una passerella sulla croisette difficilmente si rifiuta; si può affermare che i paparazzi avranno un bel po’ lavoro. A partire dalla serata d’apertura, affidata a Midnight in Paris di Woody Allen. In un piccolo ruolo c’è

Carla Bruni, la premiere dame di Francia sarà sul red carpet? Vedremo. Un inciso, il marito, Nicolas Sarkozy, è il personaggio ispiratore di un film (non un documentario), Le Conquet t di Xavier Durringer.

Brad Pitt

Se per i cinefili grande attesa è per Terrence Malick col suo The Tree of Life; i giornali di gossip gioiranno nel riportare mise e gesti del protagonista: Brad Pitt, ancora meglio se arriva a Cannes con la moglie Angiolina Jolie. Da Mel Gibson, protagonista del film fuori concorso di Jodie Foster The Beaver, a Johnny Depp e Penelope Cruz, anche loro fuori concorso con i Pirati dei Caraibi, passando Sean Penn, rockstar nel film di Sorrentino ad Antonio Banderas, protagonista de La piel que habito di Pedro Almodovar; il tappeto rosso 2011 dovrebbe far dimenticare i lustrini un po’ sbiaditi dell’anno scorso.

Per un Almodovar entrato in extremis, parola di Fremaux, altri registi si sono ritrovati nella lista degli esclusi eccellenti per non essere arrivati in tempo coi loro film. Nomi di peso come  Andrea Arnold, Walter Salles, Marjane Satrapi, Kore-Eda, Brillante Mendoza, David Cronenberg. E poi Andrei Zvyagintsev e Yorgos Lanthimos. Si rumoreggia che il film di Medonza o quello di Lanthimos sono favoriti per essere aggiunti alla lista del concorso nelle prossime settimane.

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