Probabilmente nel tratteggiare i ritratti di Don Camillo e Peppone, il prete e il comunista amici-nemici nell’Emilia del dopoguerra, Giovannino Guareschi non si aspettava un successo globale di tale portata. Un successo che perdura, fatto di libri che continuano ad essere pubblicati sia in Italia sia all’estero e di film che ancora raccolgono, dopo innumerevoli repliche, centinaia di migliaia di telespettatori. Ed è comprensibile, quando i palinsesti sono quelli che sono. Scelta saggia è tentare la sopravvivenza rifugiandosi nelle atmosfere di quell’Italia di provincia, il “mondo piccolo” che con tanta “grazia” il narratore aveva dipinto.
La novità è che Peppone e Don Camillo stanno per tornare al grande pubblico in altra veste: diventati fumetti, la ReNoir comics li spedisce in libreria il prossimo 28 aprile, quasi in concomitanza con la ricorrenza della nascita dell’autore, avvenuta il primo maggio del 1908.
Per ogni volume delle serie una raccolta di nove racconti presentati in ordine temporale (Guareschi scrisse la saga tra il 1946 ed il 1966), solo il primo libro, quello in uscita il 28, cambia, la storia, infatti, privilegia la narrazione dell’infanzia dei due protagonisti. Il racconto che dà il titolo al volume è Il capobanda venuto dal cielo; dedicato a Don Camillo, segue il ritratto del sindaco delineato in “Peppone”.
Corposo il team autorale, con tra gli altri, Davide Barzi per la sceneggiatura, la matita di Sergio Gerasi per il personaggio di Peppone; Elena Pianta ed Ennio Bufi, hanno invece “curato”Don Camillo, mentre Werner Maresta firma le ambientazioni.
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