Inaugura oggi alla Galleria Palatina di Firenze la mostra Quella Donna che ha la veste azzurra, esposizione che vede come fulcro il ritratto femminile di Tiziano celebre in tutto il mondo come “La Bella” e che viene presentato dopo il restauro curato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, eseguito da Patrizia Riitano con la direzione di Marco Ciatti. Una giovane sontuosamente vestita e ricoperta di gioie, questa è “La Bella”, acquistata intorno al 1536-38 dal Duca di Urbino Francesco Maria I Della Rovere e nel 1631 trasferita a Firenze insieme a tutta l’eredità di Vittoria della Rovere, promessa sposa di Ferdinando II de’ Medici. Poi nel 1694 passò in eredità al cardinale Francesco Maria e, dopo la sua morte nel 1711, al Granduca Cosimo III. Sempre registrata a Palazzo Pitti nel corso del Settecento, fu inserita nella Galleria Palatina sin dagli albori della sua formazione, alla fine del XVIII secolo. Le razzie dell’esercito di Napoleone la condussero a Parigi insieme ad altri 62 capolavori di Palazzo Pitti. Là nel 1804 fu sottoposta ad un intervento di foderatura; e già in quell’occasione la superficie pittorica dovette essere pulita e poi pesantemente integrata con ridipinture, nonché ricoperta da uno spesso strato di vernice per uniformarne l’apparenza. E’ normale che dopo secoli e traversie la Bella, che la critica vuole non esitesesse ma fosse in realtà un ritratto ideale partorito dalla mente del grande pittore, avesse bisogno di qualche “ritocchino”. La restauratrice Patrizia Riitano dopo un’ampia campagna di indagini scientifiche, ha eseguito un intervento di pulitura che ha alleggerito la complessa stratificazione di vernici e velature non originali ed eliminato una serie di ridipinture. Quindi sono stati revisionati telaio e stuccatura, e reintegrate piccole lacune e la verniciatura finale. Adesso che la giovin donna torna a splendere è pronta anche per rimettersi in viaggio, tra l’autunno ed il 2012 sarà infatti la protagonista di un tour negli States.
Ma torniamo alla mostra fiorentina (che perlatro in questa Settimana della cultura è ad ingresso gratuito) curata da Fausta Navarro e ampliata da alcuni prestiti eccellenti come la Donna con la pelliccia del Kunsthistorisches Museum di Vienna, dipinto strettamente imparentato con la Bella. Non solo, infatti, la stessa “modella” ha prestato il suo volto, ma – come ha mostrato la radiografia – gli strati sottostanti di pittura fanno intravedere la stessa immagine della Bella con il suo sfarzoso vestito di damasco azzurro.
In mostra anche il Ritratto di Francesco Maria I Della Rovere dalla Galleria degli Uffizi, dipinto da Tiziano negli stessi anni della Bella con il suo disegno preparatorio.
Dal Museo del Bargello ecco invece campioni di damasco azzurro provenienti dai Fondi Carrand e Franchetti da porre a confronto con il tessuto della stessa specie dipinto nel ritratto. Proviene dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze il trattato De gli habiti antichi et moderni di diverse parti del mondo di Cesare Vecellio (Venezia 1590) – che illustra attraverso le innumerevoli fogge rappresentate e i relativi commentari il tema della moda in tempi e luoghi diversi- nel quale è possibile rintracciare svariate somiglianze tra alcuni vestiti raffigurati e quello indossato dalla Bella tizianesca, e visualizzare il procedimento di imbiondimento delle chiome, praticato comunemente dalle donne dell’epoca, come mostra la capigliatura della stessa Bella. Sempre dai fondi della Biblioteca Nazionale sarà esposto l’atlante geografico del cartografo fiammingo Abraham Ortelius, il Theatrum orbis terrarum (1° ediz. 1570; presente in mostra l’edizione 1612), di cui viene esibita la carta che illustra il Ducato di Urbino. Infine dalla stessa Biblioteca giunge l’albero genealogico della famiglia Della Rovere, che fa parte dell’importante fondo Luigi Passerini.
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