Alexander McQueen, l’artista selvaggio della moda. Una mostra al Met – New York

Alexander McQueen, lo stilista rinnegato, il provocatore professionale, l’hooligan della moda inglese, il designer dalla vena oscura, colui che denunciò la vacuità del mondo della […]

Alexander McQueen, lo stilista rinnegato, il provocatore professionale, l’hooligan della moda inglese, il designer dalla vena oscura, colui che denunciò la vacuità del mondo della moda, che vestì le sue modelle come donne abusate, che le travestì da fate nere e che diceva “non mi interessa essere apprezzato”.

E infatti non tutti lo apprezzavano, Mc Queen non poteva che far discutere, accusato da molti di parossismo, e di privilegiare lo show allo stile.  Lo trovarono morto nel febbraio del 2010, aveva 40 anni. Pare che non avesse mai superato il trauma per la scomparsa della madre e prima ancora quella dell’amica stilista Isabella Blow che lo aveva portato nel mondo della moda.  Non era un sarto Mc Queen, meglio essere chiari, per tentare di capire questa figura così controversa, occorre considerare l’artista e non il semplice facitore d’abiti. Nel 2009 una delle sue ultime provocazioni, aveva scandalizzato Parigi quando, reagendo alla recessione, aveva portato in scena versioni esagerate di tutto il suo lavoro passato, facendo passare le modelle su una passerella cosparsa con mucchi di spazzatura. Stava suggerendo che la moda era in rovina, atto d’accusa contro l’usa e getta imperante. E se non è un’azione d’arte questa.

 

Ed  infatti è l’omaggio all’artista quello che il Metropolitan museum di New York rende a McQueen con una retrospettiva che aprirà il 4 maggio nella sezione del Constume Insitute dove rimarrà allestita fino al 31 luglio.  Una mostra per celebrare il contributo di McQueen alla moda, dalla sua collezione post-laurea alla Central Saint Martins nel 1992 alla sua presentazione finale, che ha avuto luogo dopo la sua morte. “McQueendicono gli organizzatori - ha sfidato e ampliato la nostra comprensione della moda al di là dell’utilità, realizzando un’espressione concettuale della cultura, della politica e dell’identità”.

Alexander McQueen Fall 2008 Collection

Un artista di cui il mezzo di espressione era di moda“, ha dichiarato Thomas P. Campbell, direttore del Metropolitan Museum of Art. “Questa mostra storica continua la tradizione del Museo di celebrare i designer che hanno cambiato il corso della storia e della cultura con la creazione di nuove possibilità.”

Alexander McQueen è stato conosciuto per le sue sfilate sorprendenti e stravaganti, i cui scenari drammatici e le strutture narrative  hanno suggerito l’installazione d’avanguardia e la performance,” ha detto Andrew Bolton, Curatore del Costume Institute. ” La sua moda era uno sfogo per le sue emozioni, espressione dei più profondi, spesso più oscuri, aspetti della sua immaginazione Egli era un vero romantico, nel senso byroniano della parola – ha canalizzato il sublime“. La mostra, al Met sarà caratterizzata da circa 100 “mise” e 70 accessori tratti principalmente dall’ Alexander McQueen Archive di Londra, con alcuni pezzi provenienti dall’Archivio Givenchy di Parigi e da collezioni private, tra cui alcuni pezzi iconici firmati dallo stilista, come i pantaloni bumster, a vita bassissima lanciati negli anni ’90, la giacca kimono, ed il cappotto “origami”. McQueen spesso fece riferimento alle sagome esagerate di anni come 1860, 1880, 1890, e 1950, ma la sua ingegnosità tecnica ha sempre intriso d’innovazione il suo design con una sensibilità che lo ha tenuto all’avanguardia.

I temi ricorrenti nel lavoro di McQueen forniranno il titolo alle varie sezioni: “The Romantic Mind” che esaminerà la sua ingegnosità tecnica, che combina la precisione della sartorialità con la spontaneità dei drappeggi. “Romantic Gothic” che metterà in luce lo storicismo McQueen, in particolare il suo interesse per il gotico vittoriano e gli opposti come, vita e morte, tenebre e luce. “Nazionalismo romantico” esplorerà gli impulsi patriottici McQueen, tra cui le sue riflessioni sulla sua eredità scozzese, il suo approccio narrativo alla moda, e la sua attrazione per la storia britannica. “Esotismo romantica” esplorerà le influenze di altre culture sulla fantasia del progettista, in particolare della Cina e del Giappone, mentre “Primitivismo romantico” evidenzierà la sua interpretazione dell’ideale del “buon selvaggio”, e “naturalismo romantico” prenderà in considerazione il suo interesse duraturo per le forme e  le materie prime della natura.

Sei collezioni daranno la sintesi del suo impegno concettuale, mostrando la sua idea di “sublime romantico” e la dialettica di bellezza e di orrore. Highland Rape (autunno / inverno 1995-96), Numero 13 (primavera/estate 1999), Voss (primavera / estate 2001), Irere (primavera / estate 2003), Platone Atlantide (primavera/estate 2010), Angeli e Demoni (/ inverno 2010-11). Una “stanza degli orrori”, infine, presenterà i vari accessori feticcio prodotti in collaborazione con le modiste Dai Rees e Philip Treacy, e le gioiellerie Shaun Leane, Erik Halley, e Sarah Harmarnee.

 

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