Ricorrono oggi i 190 anni dalla nascita di Charles Pierre Baudelaire e il suo mito è sempre verde. Nato a Parigi il 9 aprile 1821, Baudelaire fu, oltre che poeta, scrittore, critico letterario e traduttore. Esponente chiave del simbolismo, anticipatore del decadentismo si ricorda soprattutto ‘‘I fiori del male”, la raccolta poetica considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale, uscì in volume nel 1857. La pubblicazione costò il processo a Baudelaire per oscenità. Il poeta fu condannato insieme all’editore, dovette eliminare sei componimenti del volume e nel 1866 pubblicò con il titolo di “Les Epaves” (I relitti) le poesie condannate.
Il “poeta maledetto” era conosciuto nei circoli letterari Parigini come un dandy dedito a lussi spesso esagerati per la sua condizione finanziaria. Tanto che intaccò rapidamente il patrimonio paterno costringendo la madre ad interdirlo e ad affidare le sue risorse ad un notaio. La sua vita fu sempre inquieta e morì a soli 46 anni dopo un attacco di afasia.
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