Premio Strega, tempo scaduto

Anche il lettore poco interessato a certi meccanismi che regolano il mercato editoriale, colui che per intenderci sceglie un libro solo per fiducia nell’autore, nel [...]

Anche il lettore poco interessato a certi meccanismi che regolano il mercato editoriale, colui che per intenderci sceglie un libro solo per fiducia nell’autore, nel giornalista che lo recensisce o perché glielo consiglia semplicemente il libraio, ha chiaro in mente che la vittoria di un Premio Strega, pur aggiungendo un’altisonante fascetta gialla al volume, non ne accresce la qualità letteraria, né è granzia della stessa. Insomma, come storia recente insegna non sempre sono i migliori a vincere, ma dopo il premio lo diventeranno, almeno nelle classifiche di vendita. Quelle presenti e quelle future, relative cioè ai libri che verranno, anche loro rigorsamente muniti di fascetta gialla con la dicitura “dall’autore vincitore del Premio Strega xxxx, ecco…etc etc”

Così il Premio che più d’ogni altro si accompagna alle polemiche s’appresta a vivere ula sua 65ma edizione, ma questa volta con la defezione di Feltrinelli, la sconfessione di Alberto Arbasino, il no di Umberto Eco, l’irritazione di diversi piccoli editori e la polemica sollevata da Aurelio Picca, escluso da Rizzoli come candidato a favore di Edoardo Nesi, i segnali sembrano indicare un inesorabile declino: “Un Premio finito”, paventava Picca intervistato da Il fatto Quotidiano. Cosa che per quanto triste  servirebbe in qualche modo a ristabilire equità, visto che nella letteratura, perché alla fine e di letteratura si parla, non è scritto che debbano essere sempre i più grandi a vincere (negli utlimi quattro anni ha vinto Mondadori). Insomma, se lo Strega perderà credibilità agli occhi del pubblico le fascette gialle torneranno ad avere un peso specifico inferiore al volume che avvolgono. Oggi è il contrario. Peccato però che per arrivare a considerare la qualità letteraria occorrerà sacrificare un premio storico.

Ad ogni modo oggi è scaduto il termine per ufficializzare le candidature, nella rosa dei candidati troviamo già il citato Nesi con Storia della mia gente, Mario Desiati con Ternitti (Mondadori), Bruno Arpaia con L’energia del vuoto (Guanda), Maria Pia Veladiano con La vita accanto (Einaudi), Luciana Castellina con La scoperta del mondo (Nottetempo), Fabio Geda con Nel mare ci sono i coccodrilli (Dalai), Viola Di Grado con Settanta acrilico trenta lana (E/O).

 

Accolte le candidature, a giugno, secondo consuetudine,  avverrà lo spoglio dei voti per la designazione dei cinque finalisti che accederanno all’ultima votazione. E a luglio, a Roma, la proclamazione del vincitore.

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