Il mondo sottosopra di Chagall approda a Verona

Dopo Nizza e Roma, approda al palazzo Forti di Verona la mostra “Chagall. Il mondo sottosopra“. Aprirà sabato 9 aprile e sarà visitabile sino al [...]

Dopo Nizza e Roma, approda al palazzo Forti di Verona la mostra “Chagall. Il mondo sottosopra“. Aprirà sabato 9 aprile e sarà visitabile sino al 10 luglio documentando,  attraverso una selezione di circa 137 opere tra dipinti e disegni realizzati tra il 1917 e il 1982 in arrivo da importanti istituzioni museali francesi, la straordinaria e personalissima rappresentazione delle cose del mondo immaginata dal pittore bielorusso, scomparso 25 anni fa a 98 anni. Un mondo “sottosopra” come recita il titolo della retrospettiva.

 

Marc Chagall: Cheval bleu dans le ciel 1946, gouache, pastelli e matite colorate su carta, collezione privata. copyright delle immagini: © Chagall ®, by SIAE 2010

Personaggi di un’altra epoca che abitano improbabili spazi, animali trasfigurati di cui è difficile individuare la specie, scene divita quotidiana costellate da spettacoli magici. Abbastanza per contemplare una realtà in cui il capovolgimento dell’ordine costituito può derivare dalle catastrofi e da tragici sconvolgimenti, ma anche dal fascino e dal piacere. Ciò per la semplice ragione che ogni tela di Chagall contiene episodi nei quali gli esseri umani, le bestie e perfino gli oggetti vengono spostati, mossi e collocati in luoghi sempre diversi, e che la loro immagine, sottosopra, si è liberata dal proprio punto di ormeggio sfidando la legge di gravità. E invertendo l’ordine costituito proprio come facevano i surrealisti.

La mostra cerca insomma di evidenziare le ragioni che hanno portato l’artista a concepire un mondo nel quale, come sottolinea lui stesso, “un uomo che cammina ha bisogno di un qualcosa dirimpetto posto al contrario che sottolinei il suo movimento“. O dove “un vaso in piedi non esiste: occorre che cada per provare che è stabile“.

L’esposizione, tuttavia, lascia spazio anche ad altri aspetti, in particolare quelli che hanno un legame con l’identità religiosa di Chagall. L’errare delle forme, la loro migrazione all’interno stesso della tela e le loro peregrinazioni incessanti sembrano poter essere messe in rapporto con gli esodi che il popolo ebraico fu costretto a subire nel corso della sua storia. “La battitura della roccia”, che richiese sei anni di lavoro dal 1960 al ’66, e “Il cantico dei cantici” del ’58, forniscono, ognuno a modo suo, una versione commovente di questa riflessione in cui gli individui, gli animali e le cose si liberano di ogni legame e circolano liberamente nello spazio. Il mondo raffigurato è così, nel vero senso del termine, un ambiente capovolto in cui “il tempo non ha sponde”, per riprendere il titolo di una sua opera degli anni ’30 in cui fidanzati, sposi, rabbini, musicisti, orologi a pendolo, carretti, asini, galli e lo stesso autore che tante volte s’è ritratto nei suoi lavori, si abbandonano ad audaci acrobazie come i circensi. Un altro soggetto che Chagall tante volte ha immortalato.

 

 

Marc Chagall: La luge dans la neige 1944, olio su tela, collezione privata. copyright delle immagini: © Chagall ®, by SIAE 2010

 

Marc Chagall:Schizzo per L’aire du temps (L’aria dei tempi) 1942 inchiostro di china, acquerello e gouache su carta, collezione privata. copyright delle immagini: © Chagall ®, by SIAE 201

 

Marc Chagall: Poesie, decima illustrazione 1968 xilografia Nizza, Musée national Marc Chagall. copyright delle immagini: © Chagall ®, by SIAE 2010

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag