La Venere di Morgantina si “ricompone”. Presto le visite

L’Italia ha riabbracciato la Venere di Morgantina. Nei giorni scorsi è stato completato il montaggio della statua nel museo di Aidone, diretto da Enrico Caruso, [...]

L’Italia ha riabbracciato la Venere di Morgantina. Nei giorni scorsi è stato completato il montaggio della statua nel museo di Aidone, diretto da Enrico Caruso, dove il pubblico potrà quanto prima ammirarla. Probabilmente a partire dalla seconda metà di maggio.

L’opera ha trovato posto in una sala con soffitto a volta. Obiettivo è valorizzare il territorio di questa parte della provincia di Enna “sino a farlo diventare uno dei più importanti poli culturali del Mediterraneo”: così dice l’assessore regionale per i beni culturali e l’identità siciliana Sebastiano Missineo.

La Venere di Morgantina (fonte: archivio Mibac)

La zona può contare anche sulla presenza della villa tardo-romana del Casale, nell’immediata  periferia di Piazza Armerina, e del sito archeologico di Morgantina. Alla fine dei lavori di ampliamento dell’ex convento dei cappuccini, sarà raddoppiata la superficie espositiva con la creazione, tra l’altro, di tre nuovi padiglioni in cui saranno collocati, per esempio, acroliti (statue nella testa, nelle braccia e nei piedi realizzate con pietra, marmo e avorio, e per il resto utilizzando materiali meno pregiati) ed argenti.

L’omaggio alla dea è stato assemblato dai tecnici del museo “Paul Getty” di Los Angeles, coordinati da Jerry Podany, con la collaborazione degli esperti del parco archeologico di Morgantina e del centro di restauro regionale. Il primo passo di una collaborazione a tutto campo – dallo scambio di studi sulla conservazione dei capolavori sino all’allestimento di alcune mostre – tra la Regione Sicilia e l’ente statunitense. La Venere, che era stata rubata oltre trent’anni fa in località San Francesco Bisconti dove sono presenti dei sacelli arcaici, è giunta a Roma suddivisa in sette casse, subito prese in consegna dai carabinieri del nucleo “tutela patrimonio culturale” guidati dal capitano Massimiliano Quaglierella, comandante della sezione “archeologia” del reparto operativo.

Poi il trasferimento ad Aidone. Dopo essere stata trafugata, la Venere venne venduta all’istituzione californiana sul finire degli anni ’80 per dieci milioni di dollari. Il ricettatore è stato condannato nel 2001. E dopo un contenzioso protrattosi per anni, è stata restituita all’Italia lo scorso 17 marzo. Il “Getty” ha riconosciuto la fondatezza dell’azione del governo della penisola anche alla luce dell’esito delle analisi petrografiche.

Il capolavoro, alto due metri e venti, fu scolpito in Sicilia nel quinto secolo avanti Cristo - tra il 425 e il 400 – da un allievo di Fidia che operava nella Magna Grecia. L’artista attico utilizzò il marmo bianco dell’isola di Paro per il viso e per le parti del corpo nude, similmente alle Metope di Selinunte; il drappeggio è invece in tufo calcareo proveniente dall’area del fiume Irminio. Non mancano tracce di pigmenti rossi, blu e rosa. Rifinita da tutti i lati, era probabilmente posta sul basamento all’ingresso del santuario di Morgantina. (Marco Fornara)

 

Responsabile restauro Venere di Morgantina Jerry Podany del Paul Getty di Los Angeles, a fine montaggio statua a museo Aidone

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