Madame Grès, la donna più elegante del mondo. Parigi ricorda l’artista dell’alta moda

Al musée Bourdelle di Parigi, fino al 25 luglio, la prima grande retrospettiva dedicata a Madame Grès,  la regina dell’haute couture che salì in cima [...]

Al musée Bourdelle di Parigi, fino al 25 luglio, la prima grande retrospettiva dedicata a Madame Grès,  la regina dell’haute couture che salì in cima al mondo ma morì poverissima e dimenticata.

Germaine Emilie Krebs, al secolo Madame Grès, donna minuta, autoritaria, da bambina sognava di fare la scultrice o la ballerina e si potrebbe dire che entrambi i sogni si siano in vario modo realizzati. Diceva: “Voglio essere una scultrice per me è la stessa cosa lavorare con il tessuto o con la pietra”. Sono vere sculture i suoi abiti che ancora oggi ispirano ll’haute couture mondiale.

Archives Grès. Abito da giorno 1943. Collection Galliera. Photo D.R.

Nessuno sapeva tagliare come lei, il jersey diventa la materia prima per drappeggi e giochi di forma da far impallidire persino Fidia, e non a caso una delle sue passioni fu la statuaria ellenistica. Nata nel 1903, si sposa con il pittore Serge Czerefkow e con l’anagramma del nome del marito crea il suo nome d’arte, Grès, l’uomo l’abbandona presto e se ne va a vivere in Polinesia.

Nel 1932 apre Alex Couture, la sua prima casa di moda, dopo qualche anno è la volta di Alix Barton dal nome della sua grande amica Juliette Barton; è l’inizio di una carriera strepitosa tanti premi e titoli, nel 1976 è presidente  de “La Chambre syndicale de la Couture Parisienne”, prima ad essere premiata  ”Dé d’Or de la Haute Couture”, nel 1980 è considerata “La donna più elegante del mondo” e nello stesso anno  diventata  ”Chevalier de la Legion d’Onore” per il suo contributo alla gloria della Francia nel mondo.

Nessuno penserebbe però che una donna come Madame Grès morirà  sola, povera, dimenticata da tutti in un ospizio. Della sua morte, avvenuta nell’agosto del 1993, si viene a sapere con oltre un anno di ritardo perché la figlia non dà la notizia, si vergognava di non avere neanche i soldi per i funerali. Incredibile il destino della signora indiscussa della moda, che ha vestito le donne più belle e più ricche del mondo, completamente dimenticata ed abbandonata al suo destino, negli ultimi anni della sua vita. In esilio dal fashion system, nel suo ospizio diceva: “Non so più chi sono”.

Ecco allora la mostra: Madame Grès, La couture a l’ ouvre per non dimenticarla e per riparare, almeno un po’. Non saranno mai abbastanza i tributi e le retrospettive a lei dedicate, viene da chiedersi perché sia stata così dimenticata, ma il mondo della moda, inclemente e spietato, brucia in fretta i suoi miti, presto rimpiazzati da nuovi astri per un mondo che ha come sue parole  d’ordine cambiare in fretta, stupire, innovare di stagione in stagione, senza tregua, perché il mercato non dà tregua. Madame Grès fu sempre insofferente alle tendenze passeggere, da buona scultrice, lei creava opere d’ arte e l’ arte, si sa, è eterna. Non vi è maestro dell’haute couture che non abbia guardato ai suoi abiti come modelli.

Archives Grès. Abito da sera n°27 Inverno 1942. Collection Galliera. Photo D.R.

Le sue linee e i suoi volumi sono senza tempo, il corpo femminile sembra scomparire, l’abito prende tutta la scena, maestra di minimalismo, i suoi abiti apparentemente semplici nascondono una sapienza sartoriale straordinaria. La donna più elegante del mondo ha vestito Marlene Dietrich e Greta Garbo, Grace Kelly, Jacqueline Kennedy, Danielle Mitterrand, tra le altre.

Parlare di eleganza per le creazioni di Madame Grès  è ancora poco, scontato, per le sue creazioni  bisognerebbe scomodare le categorie della storia dell’ arte. Abiti leggeri, come il suo sogno di bambina di essere ballerina, la leggerezza delle forme, i drappeggi calibrati e studiati, forme senza tempo, etene, per l’effimero sogno, che muove l’universo della moda, di essere meravigliose.

(Virginia Zullo)

 

 

 

Arik Nepo,1938. Modèle Alix, 1938. © Arik Nepo / FNAC / Centre national des arts plastiques – ministère de la Culture et de la Communication, Paris.

 

 

Boris Lipnitzki, 1933. prova di un modello Alix Barton su una mannequin © Boris Lipnitzki / Roger-Viollet

 

Boris Lipnitzki, 1935. Modèle Alix, novembre 1935. © Boris Lipnitzki / Roger-Viollet

 

Grès. Abito da cocktail, autunno 1950. Panno di lana e taffetas nero. © Stéphane Piera / Galliera / Roger-Viollet

 

Grès. Abito da giorno, primavera 1946. Jersey di lana verde. © Stéphane Piera / Galliera / Roger-Viollet

 

 

Eugène Rubin 1946 circa. Madame Grès posa accanto ad una sua modella. © Eugène Rubin / FNAC / Centre national des arts plastiques – ministère de la Culture et de la Communication, Paris

Grès, Abito da sera 1947 circa. Jersey di seta nero. © Stéphane Piera / Galliera / Roger-Viollet

 

Grès. Abito da sera, A/H 1974-1975. Taffetas rosso. © Stéphane Piera / Galliera / Roger-Viollet

Studio Dorvyne. Modèle Alix, inverno 1934. © Studio Dorvyne / FNAC / Centre national des arts plastiques – ministère de la Culture et de la Communication, Paris

Archives Grès. Schizzi a penna dalla mano di Madame Grès P/E 1956. Collection Galliera. Photo D.R.

Willy Maywald 1954. Modello Alix del 1939. © Association Willy Maywald / ADAGP, Paris 2011

 

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