“Nudi d’autore – Fotografie di Fontana e Minkkinen”, alla Fondazione Bottari Lattes di Monforte d’Alba fino al 30 aprile.
Franco Fontana e Arno Rafael Minkkinen sono due dei più importanti fotografi della scena internazionale.
Sebbene distanti nello spazio, Fontana italiano di Modena e Minkkienen finlandese, sono uniti da un loro particolare gusto per la rappresentazione dello spazio, della natura e del corpo umano.
Entrambi amano la nudità dei corpi che rivela il loro essere più autentico posta a diretto contatto con la natura che diventa il luogo d’incontro di quell’appartenenza primordiale dei corpi al mondo naturale.
Non vi è nulla che richiami alla sensualità, il nudo di questi due maestri della fotografia non ammicca al sesso.
Il corpo, soprattutto nelle foto di Minkkinem, è presentato come elemento di una natura che lo accoglie come fosse suo naturale prolungamento.
Una fotografia panteistico naturalistica che però non rinuncia al divertissement estetico come nella foto Koli di Minkkinen dove un braccio nudo diventa un’isola dell’arcipelago lacustre.
Nella presentazione di Photo & Contemporary è detto che: Arno Rafael Minkkinen espande la sua visione interiore fino a trasformarla in scrittura del corpo sull’ambiente circostante; in segni, geroglifici impressi in luoghi onirici dove le gambe diventano radici di alberi, le schiene inarcate ponti su un paesaggio lacustre, le mani emergono dall’acqua impugnando una penna, quasi fosse la spada di Excalibur.
Tra corpo e natura per Fontana e Minkkinem non vi è selvaggia partecipazione, come banalmente si potrebbe pensare, ma una ricerca estetico formale molto sofisticata dove la natura diviene una scenografia ben studiata per ospitare corpi che con essa si fondono attraverso il loro movimento, il loro essere spazio nello spazio.
Per ironia del caso Fontana è accomunato al suo omonimo, forse più famoso artista dello spazialismo, Lucio, dalla stessa passione per lo spazio.
Per Lucio Fontana l’idea di spazio è consegnata allo spettatore attraverso l’incisione, il taglio, il buco nella superficie nuda, senza forma, spesso bianca ed anonima, metafora di uno spazio infinito senza limiti, invece, Franco Fontana, fotografo, gioca con lo spazio naturale usando il corpo femminile come un’ incisione nel cosmo infinito della natura.
Fontana, al contrario di Minikken che usa solo il corpo maschile, predilige il corpo femminile che, come per Minikken è spesso immerso nell’acqua, l’elemento naturale più carico di forza simbolica.
I corpi così diventano presenze fluttuanti trovando nell’immersione acquatica la loro primigenia condizione. (Virginia Zullo)
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