Con le “amministrative” i talk show Rai rischiano lo stop?

Rieccoci! Stanno per arrivare le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio e si ripropone il tema dello stop alle trasmissioni di approfondimento politico.   [...]

Rieccoci! Stanno per arrivare le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio e si ripropone il tema dello stop alle trasmissioni di approfondimento politico.

 

Lo scorso anno ricordiamo che i talk show politici – da Annozero a Porta a Porta, da L’Ultima Parola a Ballarò– furono sospesi per un mese in occasione delle elezioni regionali per decisione del Parlamento. Una decisione atta a “garantire la par condicio”: in realtà fu una decisione che scontentò tutti i televisivi – ed anche i telespettatori – di destra e di sinistra.

 

Un emendamento presentato in commissione di vigilanza sulla Rai dalla maggioranza vuole applicare il principio della par condicio anche a queste elezioni amministrative: in sostanza la normativa dovrebbe garantire lo stesso spazio nelle tribune televisive a tutte le forze politiche che corrono a una tornata elettorale. Cosa pressoché impossibile: il risultato di questa interpretazione asfissiante della par condicio comporterà anche quest’anno la chiusura dei programmi di approfondimento del servizio pubblico. Perché? Perché i talk show dovrebbero essere equiparati alle tribune politiche e quindi dovrebbero ospitare tutti i candidati sindaco o alla presidenza delle province e via dicendo. Per un format televisivo come il talk show questo non è realizzabile. Michele Santoro – protagonista lo scorso anno con tutta la sua squadra di Rai per una notte – lo spettacolo evento che da Bologna raggiunse milioni di persone attraverso internet – ha lanciato un appello a Sergio Zavoli, presidente della Commissione di vigilanza affinché faccia di tutto per evitare che l’emendamento venga messo al voto.

 

Giovanni Floris afferma che “errare è umano, perseverare invece è diabolico”; per Bruno Vespasono possibili formule diverse per obbligare tutti noi a condurre dibattiti equilibrati”.

 

La sensazione è che a rimetterci davvero siano i telespettatori – elettori.

Erika Brenna

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