Tre donne allo specchio, ognuna con le sue manie, le paure, e le certezze che ogni donna alla soglia dei trent’anni dovrebbe avere. O no? Arriva nella versione italiana “Smetti di piangere Penelope!” la commedia “in rosa” che a Parigi ha collezionato un successo di quelli che a definirsi strepitosi non si esagera: 600 repliche in tre anni.
A portare la commedia sulle scene del Bel Paese è Massimo Romeo Piparo, il debutto sabato 26 all’Ambra Jovinelli di Roma. Le protagoniste sono tre attrici ben note anche al pubblico televisivo, dal carattere molto diverso: Tosca D’Aquino, Nicoletta Romanoff e Samuela Sardo. Un “Sex an the city” in versione europea? Non proprio, le tre protagoniste sono certo meno rampanti di Carrie e compagne, ma hanno grinta “Tre moschettiere in gonnella…pronte a sguainare una spada tutta al femminile e a tritare i luoghi comuni, false verità, a mettere alla berlina il mondo dell’amore…”.
Dice il regista “E’ una commedia brillante ma dai toni un po’ amari. E’ una storia di attese che è tipica delle donne: da bambine si sogna il fidanzato, da adolescenti il marito, da grandi il figlio. Devo dire che da questa attesa della donna, noi uomini ne traiamo sempre beneficio. Non è un caso che anche Gianna Nannini, dopo averla tanto aspettata abbia chiamato la figlia Penelope – ha aggiunto Piparo che conclude – A 40 anni ho deciso di dedicare uno spettacolo totalmente al mondo femminile di cui sono amante e ammiratore”.
“E’ meglio recitare che andare dallo psicologo”. Così ha esordito Tosca D’Aquino, alla conferenza stampa di presentazione dello spettacolo. “Ognuna di noi rappresenta un po’ la realtà. Io sono Francesca: rockettara, anticonformista e molto cruda nei modi. Come tutte le donne che dimostrano di essere forti in realtà nascondono un mondo di fragilità. Lei era contrarissima al matrimonio e ai figli e invece sarà l’unica alla fine a fare tutte queste cose.
Anche Samuela Sardo ha raccontato il suo personaggio: “E’ un po’ come un percorso. Si rincontrano la prima volta a venticinque anni, dove si raccontano i progetti e le speranze che hanno nella vita, poi si rincontrano dopo dieci anni e vedono tutto quello che non sono o sono riuscite a fare. Il mio personaggio è la più ingenua delle tre, che adora le sue amiche che la maltrattano anche fisicamente. E’ molto sociale e allegra ma in questo spettacolo nulla è come sembra”.
“Anna è una precisina, perfettina – ha commentato infine Nicoletta Romanoff – dal primo atto sa già cosa gli accadrà dai venticinque anni alla sepoltura. Ma non sarà così: nel secondo atto vivrà una trasformazione molto divertente dove cerca di mantenere la calma ma in realtà diventa molto nevrotica”.
Così queste tre amiche, una volta che si ritrovano, libere dalle maschere e dalle convenzioni sociali, si confrontano e si scontrano sul tema della gravidanza, si azzuffano sull’eros, si scoprono diverse ma sempre tremendamente uguali, si amano nella disperazione.
C’è Francesca (Tosca D’Aquino), scorza da dura ma che adesso vuole un figlio, Anna (Nicoletta Romanoff) che il figlio non lo ha neppure concepito ma di lui sembra già sapere tutto e poi Penelope (Samuela Sardo), una sorta di “Alice nel Paese delle meraviglie” dalle sfrenate fantasie erotiche.
Il racconto è diviso in due parti. Nella prima l’argomento è “trovare un uomo: accontentarsi o puntare in alto?”. Dieci anni dopo: le ragazze, ormai ben oltre la soglia dei fatidici 30 anni, si incontrano nuovamente ma stavolta l’argomento è “fare un figlio, ad ogni costo!”. In sottofondo, una colonna sonora di canzoni famosissime del pop-rock italiano a sottolineare storie che potrebbero appartenere a ciascuna.
Nota di cronaca: per le future mamme il biglietto del teatro costerà solo un euro.
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