Associazioni gay contro l’app che promette di guarire l’omosessualità

App, ovvero e più correttamente “applicazioni“. Ma la parola ha un significato ben preciso perchè quando si parla di “app” ci si riferisce ai telefonini [...]

App, ovvero e più correttamente “applicazioni“. Ma la parola ha un significato ben preciso perchè quando si parla di “app” ci si riferisce ai telefonini o ai tablet, meglio a quelli che fanno di tutto o quasi.

Ce ne sono di gratuite e a pagamento e soddisfano tutte le manie di chi è appassionato di “novità” informatiche. Dai giochini alle previsioni del tempo, agli aggregatori di canali televisivi, a quelli radiofonici, alla lettura dei quotidiani on line, a quelli “per adulti”.

Insomma sono ormai centinaia ed ogni telefono cellulare ha le sue applicazioni. Qualcuna, indubbiamente, è utile e altre sono curiose e dunque scaricate migliaia di volte. Tra l’altro anche “Daringtodo” si appresta a varare una “app” con la quale il collegamento sarà immediato e gratuito.

Ma quella di cui parliamo è recentissima e promette di “curare” gli omosessuali riportandoli nella condizione di etero. Facendo intendere che l’omosessualità è una malattia. La notizia è riportata dall’Agenzia Ansa precisando che a studiarla è stato il gruppo di cristiani conservatori “Exodus International” che l’ha messa a disposizione destinandola ai “gay”. La “guarigione” avverrebbe “grazie all’aiuto di Gesù“, così dicono.

E’ stato il quotidiano “Guardian online” a riferire la novità. Immediata la reazione delle associazioni gay che in men che non si dica hanno raccolto quasi centomila commenti inviati alla Apple – questo poichè l’applicazione è destinata ad IPhone e iPad -.

La sacrosanta accusa dei comitati di omosessuali è di aver dato il via libera ad una “app” dal “contenuto riprovevole” e per di più mendace visto che questa non sarebbe altro che una “bufala” senza nessun effetto. Va detto – come precisa il Guardian - Apple non avrebbe commentato la protesta anche se lo scorso anno, grazie ad una petizione di 8000 firme, Apple aveva eliminato una applicazione simile “anti-gay”.

Dunque la conclusione è che tra le tante offerte forse banali ma comunque simpatiche ci sono quelle che hanno pretese scandalose e che i produttori di telefonini e tablet dovrebbero scartare prima ancora di inserirle nei menù.

L'articolo del Guardian

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