Tiziano Terzani: le sue foto in una mostra, la sua vita in un film

Per tutta la vita, Tiziano Terzani (1938 – 2004) ha girato il mondo portando con sé un taccuino per appunti ed una macchina fotografica. Il [...]

Per tutta la vita, Tiziano Terzani (1938 – 2004) ha girato il mondo portando con sé un taccuino per appunti ed una macchina fotografica. Il suo sguardo d’inviato si è posato su volti, paesi, avvenimenti riuscendo cogliere tanti aspetti “altri” che solo un viaggiatore vero, come lui era, riesce a cogliere. Dei continenti attraversati, uno divenne sua dimora, la casa d’elezione, quell’Asia dove l’appassionato giornalista imparò persino a non temere la morte.

A l’Asia raccontata da Terzani in tante indimenticabili pagine è dedicata la mostra che apre a Roma, Palazzo Incontro, mercoledì 23 marzo (chiusura il 29 maggio 2011), un percorso composto da un centinaio di immagini che scattò nei Paesi che conobbe: il Vietnam, la Cina di una volta, le Filippine, il Giappone, l’India. Un cammino che s’accompagna anche all’evoluzione del pensiero di Terzani, al suo apprendere dalle filosofie orientali quel modo d’essere che lo ha elevato per i molti lettori occidentali a vero e proprio maestro di vita. Più semplicemente : “Se hai capito qualcosa la vuoi lasciare lì in un pacchetto”, diceva lui.

E non è un caso che in concomitanza alla mostra, il primo aprile, uscirà nelle sale “La fine è il mio Inizo” il film tratto dall’omonimo bestseller (Longanesi) per regia di Jo Baier con Bruno Ganz, Elio Germano, Erika Pluhar, Andrea Osvart e con le musiche di Ludovico Einaudi. E’ il consapevole testamento di Terzani, l’incontro col figlio Folco richiamato da New York, per dare vita al racconto di una vita. E non è il malato di cancro che detta al figlio brevi volontà, ma l’uomo che dopo tanto cercare riesce a vedere chiramente in se stesso rendendosi capace di affrontare la morte – o per meglio dire l’abbandono del corpo – con pacatezza. E al figlio racconta la sua esistenza: l’infanzia e la giovinezza a Firenze, i tre decenni trascorsi come corrispondente dall’Asia per il Corriere della Sera e Repubblica, e infine il viaggio che vale tutta una vita: la scoperta del cancro, la scelta – lunga tre anni – dell’isolamento nelle terre dell’Himalaya. E infine il ritorno in Toscana, per attendere di liberare la sua anima dalla gravità terrestre.

Tiziano Terzani Clic! 30 anni d’ Asia. La mostra

Curiosità e assieme la voglia di possedere un mondo dove le regole occidentali non avevano più peso. C’è l’Asia che il giornalista e lo scrittore ci ha fatto conoscere nei decenni nel percorso fotografico curato da Folco Terzani: “Ci andai (in Asia) anzitutto perché era lontana, perché mi dava l’impressione di una terra in cui c’era ancora qualcosa da scoprire. Ci andai in cerca dell’altro, di tutto quello che non conoscevo, all’inseguimento di idee, di uomini, di storie di cui avevo letto”.

L'amji, o astrologo-erborista, medico tradizionale del re e della popolazione del Mustgang, nella sua casa a Lo Mantang, la capitale del regno.

Della selezione di immagini, ventidue foto inedite sono dedicate allo sconosciuto regno del Mustang, una delle regioni più isolate dell’Himalaya, una specie di Shangri-la dove davanti agli occhi si dispiega “un grandissimo niente”. Immagini che diventaranno un libro in uscita per Fandango.

Nel 1995 il Mustang lo aveva attratto perché quella piccola parte di mondo si era aperta solo da poco ad un limitato turismo occidentale. Un posto di cui in pochissimi conoscevano anche solo l’esistenza. Proprio questo aveva protetto il regno.

“Nel silenzio lunare del Mustang, Tiziano Terzani si trovò finalmente col tempo necessario per buttarsi nella sua altra passione, la fotografia. E in Mustang poté permettersi quello che fino a quel momento non aveva avuto l’agio di fare: fermarsi, aspettare. Per cogliere non solo il soggetto ma anche l’attimo in cui si trova nella luce perfetta, come nel famoso ritratto di Amchi, il medico-mago che attraversa una fascia di sole sotto gli occhi di una delle sue sorridenti maschere. Ma più spesso nelle sequenze del Mustang, quello della macchina fotografica di Terzani è un obiettivo puntato verso il vuoto del paesaggio”. Si legge nella presentazione.

L’esposizione è promossa dalla Provincia di Roma-Progetto ABC, organizzata da Civita in collaborazione con Fandango.

Piccolo stupa solitario ornato di frasche votive nel regno del Mustang

Il re del Mustang passeggia a cavallo col suo unico aiutante alla destra.

Donne del Mustang alla sorgente fuori le mura di Lo Mantang

Primavera nel regno del Mustang: albero e monte innevato

Terzani a cavallo sull'altopiano del Mustang

L'amji, o astrologo-erborista, medico tradizionale del re e della popolazione del Mustgang, nella sua casa a Lo Mantang, la capitale del regno

Bambine, uno stupa e il palazzo del re del Mustang

Bambine a spasso sull'altopiano del Mustang

Terzani ospite del re del Mustang, conversa con lui nel suo palazzo

Terzani davanti a uno stupa nel regno del Mustang

Lo Mantang, capitale del Mustang, aprile 1995 Tashi Chusang, l'amji (o astrologo-erborista), medico del re del Mustang

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