Il monte Cimone entra nella rete meteorologica globale

Il Monte Cimone diventa “stazione globale”. Con questo riconoscimento l’infrastruttura di ricerca gestita dal Servizio meteorologico dell’Aeronautica militare in coordinamento con il Consiglio nazionale delle [...]

Il Monte Cimone diventa “stazione globale”. Con questo riconoscimento l’infrastruttura di ricerca gestita dal Servizio meteorologico dell’Aeronautica militare in coordinamento con il Consiglio nazionale delle ricerche diviene la prima Global Station in Italia della Rete GAW dell’Organizzazione meteorologica mondiale

L’Organizzazione meteorologica mondiale, con sede a Ginevra, ha accolto favorevolmente la richiesta, pervenuta dal Servizio meteorologico dell’Aeronautica militare (Am) in coordinamento con il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), per il passaggio dell’infrastruttura di ricerca posta sulla vetta di Monte Cimone da Stazione regionale a Stazione globale all’interno del programma internazionale GAW – Global Atmosphere Watch (www.wmo.int/gaw ).

Monte Cimone è il rilievo più elevato degli Appennini settentrionali e – grazie ai suoi 2.165 m di quota, al suo orizzonte completamente libero, alla peculiarità della posizione geografica, lontana da qualsiasi forma di inquinante atmosferico locale – rappresenta un punto privilegiato per studiare le caratteristiche chimico-fisiche e la climatologia della libera troposfera, garantendo inoltre anche osservazioni meteorologiche continuative. Queste attività sono eseguite dal Servizio meteorologico dell’Aeronautica militare e dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr), con cui collabora l’università di Urbino.

Il riconoscimento dell’Organizzazione meteorologica mondiale sancisce che la qualità e l’unicità delle misure effettuate in vetta al Cimone in campo meteorologico e ambientale hanno una rilevanza a livello mondiale e sono supportate da un’attenta programmazione che ne garantisce gli elevati standard nel tempo. Monte Cimone è divenuta quindi l’unica stazione globale del programma GAW in Italia, un gruppo composto da sole 34 stazioni di osservazione sparse in tutto il pianeta; essa si aggiunge alla stazione EvK2Cnr “Everest – Pyramid” situata a oltre 5.000 m di quota in Himalaya, alle pendici dell’Everest, recentemente divenuta la 33esima GAW Global Station.

Essendo il Cimone la vetta più alta dell’Appennino settentrionale e non avendo ostacoli a 360 gradi è possibile studiare i fenomeni che avvengono durante il trasporto di masse d’aria ricche di inquinanti e gas climalteranti, di polvere dal deserto del Sahara o di particolato prodotto da incendi boschivi, anche a scala intercontinentale”, spiega Paolo Bonasoni, responsabile della Stazione di ricerca “Ottavio Vittori” dell’Isac-Cnr. “Le misure eseguite a Monte Cimone, permettono quindi di valutare l’impatto dei cambiamenti climatici in un’area particolarmente antropizzata come quella del sud Europa e del bacino del Mediterraneo. Le numerose tipologie di misure effettuate permettono alla stazione globale del Cimone di partecipare attivamente a diversi programmi internazionali sia a livello europeo che mondiale”.

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