Quando l’arte “controlla” il potere. Al MoMa – New York

Una rilfessione sul ruolo degli artisti nel mondo contemporaneo, o più precisamente sul loro posto nella nei conflitti, nelle situazioni di crisi, nella politica in [...]

Una rilfessione sul ruolo degli artisti nel mondo contemporaneo, o più precisamente sul loro posto nella nei conflitti, nelle situazioni di crisi, nella politica in generale. A presentarla è il Museo d’Arte Moderna di New York (MoMa) con la mostra I’ Am Still Alive: Politics and Everyday Life in Contemporary Drawing (Io sono ancora vivo: Politica e vita quotidiana nei disegni contemporanei) esposizione che riunisce opere datate dal 1950 ad oggi (dal 23 marzo al 19 settembre, 2011).

Gli artisti in mostra commentano spesso direttamente lo stato del mondo che li circonda, mettendo in evidenza il loro posto all’interno di esso, o talvolta semplicemente attestando l’esistenza di una realtà al di fuori dei conflitti e delle politica nella vita quotidiana.

Punti di partenza sono le opere di Danh Vo, On Kawara, e Cengiz Çekil,  artisti che hanno registrato con efficacia l’urgenza, la violenza di certi affari politici, le profonde emozioni e i traumi-mentali, la sofferenza, la malattia e la morte- attraverso gesti che possono apparire a prima vista leggeri. Spesso è attraverso il più semplice dei gesti, come la scrittura e il disegno, che gli aspetti più intimi della vita di un artista salgono alla ribalta. Così raccontano le opere in mostra di Paul Chan, León Ferrari, Felix Gonzalez-Torres, Marine Hugonnier, Lee Lozano, Mangelos, e Robert Morris. Nel 1970, il giapponese On Kawara (1933) inviò una serie di telegrammi ai suoi galleristi olandesi proclamando: “Sono ancora vivo“. Danh Vo (danese, nato in Vietnam, 1975) si appropriò del lampadario sotto il quale fu firmata nel 1973 la pace di Parigi che pose fine alla guerra del Vietnam nella sala da ballo dell’ex hotel Majestic. Un evento che portò, due anni dopo, all’esilio dell’artista dal Vietnam. Per due mesi, nel 1976, l’artista turco Çekil Cengiz (1945) timbrò sul suo diario la frase  ”Oggi sono ancora vivo“. Una risposta alla crescente tensione militare nella sua nativa Turchia. In tutti e tre i casi, l’austerità delle opere smentisce la complessità della realtà e lo sconvolgimento conseguente, ma proprio per questa semplicità, le opere diventano politicamente rilevanti ed emotivamente risonanti.

Molti dei più recenti progetti riguardano la quotidianità e riconoscono il coinvolgimento degli artisti in esso. Dal 1993 al 1996, Jim Hodges (Usa 1957) ha disegnato fiori con penne a sfera, pennarelli, matita su tovaglioli utilizzati nei negozi di alimentari e nelle caffeterie. Un commento sulla fragilità della vita, il passare del tempo, e la nozione di memoria, la funzione di ogni tovagliolo come ricordo di una particolare esperienza o un’emozione, insomma come la pagina di un diario. Il Diario dei Fiori, la serie di disegni che Hodges ha iniziato nei primi anni 1990, vuole essere anche un ricordo tangibile della crisi dell’Aids, che ha profondamente influenzato l’artista. L’ultimo disegno inserito nel diaro è datato al 9 gennaio 1996, il giorno in cui il suo amico e collega artista Felix Gonzalez-Torres, è morto di Aids.

Per Beatrice González (Colombia, 1938) un lavoro che esplora la socio – politica del suo paese. Nel 1979, Julio César Turbay Ayala divenne leader del paese, la González fu ispirata a produrre un disegno al giorno in base alla copertura mediatica giornaliera di quella presidenza. L’artista disse di voler diventare una sorta di pittore di corte con lo scopo di documentare lo spettacolo della leadership politica. I suoi semplici disegni stilizzati di questa serie sono rappresentazioni frammentarie. Turbay che frequenta le sessioni del congresso, l’incontro con la chiesa, il governo,  il personale militare, e poi le attività di svago. Quello che ne emerge è uno sguardo intimo all’aspetto pubblico del potere che raffigura l’ambiguità tra i riti formali e le manifestazioni della società. Insomma, una mostra “illuminante”.

León Ferrari, argentino, classe 1920. Untitled 1964. Inchiostro su carta, . Museum of Modern Art di New York.. © 2.011 León Ferrari

Fiona Banner, inglese, nato nel 1966. Nudo in piedi. 2006. Museum of Modern Art di New York. © 2011 Fiona Banner

Marine Hugonnier (francese, nata nel 1969). Arte per l'architettura moderna (Omaggio a Ellsworth Kelly). 2007. Museum of Modern Art di New York. Fondo per il ventunesimo secolo. © 2011 Marine Hugonnier

Marine Hugonnier (francese, nata nel 1969). Arte per l'architettura moderna (Omaggio a Ellsworth Kelly). 2007. Museum of Modern Art di New York. Fondo per il ventunesimo secolo. © 2011 Marine Hugonnier

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