Un gioiello televisivo: “I signori del calcio” – Samuel Etò

Ci sono storie che sanno arrivare dritte al cuore, che trasudano passione e onestà: lo sport, il calcio in particolare, che è passione popolare, ma [...]

Ci sono storie che sanno arrivare dritte al cuore, che trasudano passione e onestà: lo sport, il calcio in particolare, che è passione popolare, ma ancor prima un gioco che accomuna trasversalmente milioni e milioni di infanzie ed età adulte nel mondo, in Inghilterra come nell’Africa più nera, in Cina come in Scandinavia, diventa una magia quando la televisione lo sa raccontare.

Sono incappata quasi per caso ne “I Signori del Calcio“, un programma di Sky Sport che racconta, come si legge dalla didascalia al tasto “i” – informazioni- del telecomando “I grandi protagonisti del calcio italiano ed internazionale” ed ho ritrovato la passione per il gioco più bello del mondo, nonché un emozionante ritratto di campione, ed ancor prima di uomo.

I Signori del Calcio raccontava, questa settimana, Samuel Eto’ -calciatore camerunense, uno dei più forti attaccanti del mondo, l’unico ad aver vinto con due squadre diverse tre titoli nella stessa stagione (nel 2009 con il Barcellona e nel 2010 con l’Inter) – e lo faceva come è nel suo stile, attraverso le parole dello stesso Eto’, senza alcuna mediazione del giornalista.

Samuel Etò

Il formato del programma è semplice – beata semplicità –e lascia spazio – attraverso un sapiente montaggio e un’azzeccatissima scelta di musica e immagini- alle parole del protagonista. Ed Eto’ parla del calcio come un ragazzino innamorato di una passione, ma anche con la lucidità di chi sa di essere un privilegiato. Nessuna retorica, solo un’analisi attenta di chi, come dice lui stesso, è nato in un Paese che molti nemmeno conoscono.

Tocca tanti temi: “Sono orgoglioso del colore della pelle che ho, come sarei orgoglioso se avessi la pelle bianca. Non si può fuggire da ciò che si è, non si può. E questo vale per tutte le cose della vita”. Epico il suo racconto dello spirito con cui si deve affrontare una finale – ad esempio quella di Champions League – “Se entri in campo convinto di vincere allora vincerai, se stai bene, se mentalmente sei ben disposto allora alla fine la spunterai”.

Insomma: “Bisogna giocarsi tutto e uscire dal campo senza alcun rimpianto. Se andrà male saprai di avere dato tutto, altrimenti non ci sarà più un’altra occasione per riscattarti. Questo dico sempre ai miei compagni prima di scendere in campo. Non si vince senza questa mentalità”. Un po’ come nella vita del resto.

-La replica di questa puntata andrà in onda sabato 19 marzo su SkySport3 a mezzogiorno-

(Erika Brenna)

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