Festival Uovo, alla scoperta della performance contemporanea

Scoprire nuovi linguaggi artistici e crearne altri. Questa la mission del festival Uovo (un nome, un programma), presentato ieri a Milano, palazzo Marino ed al [...]

Scoprire nuovi linguaggi artistici e crearne altri. Questa la mission del festival Uovo (un nome, un programma), presentato ieri a Milano, palazzo Marino ed al via domani. La nona edizone, che si svolge come sempre in diverse location, vanta cifre interessanti:  17 artisti provenienti da Gran Bretagna, Germania, Austria, Spagna, Italia, Canada, 11 prime italiane, 3 coproduzioni per un’indagine sulle nuove forme  della  performance contemporanea ripensando alla relazione tra  artista  e  spettatore  e  ricercando sempre più il  coinvolgimento  emotivo  del pubblico. Particolramente denso il programma, dove spiccano alcune performance di grande impatto.

Come quella del britannico Adrian Howells “The Pleasure of Being: Washing/Feeding/Holding” (16-20 marzo). In una casa privata il performer accoglie uno spettatore  alla  volta e se ne prende cura. Lava  il corpo in una vasca, li nutre li stringe a sè.  L’incontro  conversazione  one-to-one  crea  l’occasione per esplorare l’idea  e  i  confini  dell’intimità,  del  pudore,  dell’abbandono  e  del superamento del pregiudizio.

Tra gli appuntamenti più interessanti, il  17  marzo  nel  nuovo  spazio  della Cattedrale (Fabbrica del Vapore) proiezione del video Inferno, Purgatorio, Paradiso realizzato dalla televisione  franco-tedesca ARTE durante le rappresentazioni al Festival di Avignone della straordinaria trilogia della Socìetas Raffaello Sanzio/Romeo Castellucci , opera  di cui Uovo ha presentato a Milano, Paradiso. Il quotidiano  francese  Le Monde ha definito la trilogia Inferno, Purgatorio, Paradiso  tra  le  dieci  produzioni  culturali  che hanno segnato il primo decennio del Duemila.

Il  18  e  il  19  marzo, performance gastronomica al Teatro Franco Parenti il collettivo di “eating design’ Arabeschi di Latte” torna a Uovo, dopo il successo dello scorso anno,  con  150.  Il  nuovo  in  Italia  è  fatica,  laboratorio  culinario interattivo,  dove  si preparano alcune ricette dell’ “Italia unita”, senza avere  però  a  disposizione  gli  strumenti  necessari.  Gli  strumenti  i partecipanti  dovranno  inventarli,  crearli e assemblarli con oggetti e di scarto,  in  un  esercizio  dell’arte di arrangiarsi, croce e delizia della società italiana.

Il  18  marzo  al Teatro dell’Arte i due geniali artisti Jonathan Burrows e Matteo  Fargion (UK/IT),  coppia  di  performer culto della scena inglese, invitati per la prima volta in Italia nella prima edizione di Uovo, mettono in  scena  Cheap  Lecture  e  The  Cow  Piece,  in  cui  continuano la loro riflessione  sulla  musica  e  la  danza  con intelligenza ed ironia. Cheap Lecture  è  stato  selezionato  come  ‘miglior  spettacolo  dell’anno’  dal prestigioso ‘Het Theaterfestival’ di Bruxelles.

Dal 18 al 20 marzo, Invernomuto , gruppo di sperimentazione audiovisiva tra i più interessanti nel campo dell’arte contemporanea italiana, presenta alla  Triennale  di  Milano  Ouch!,  esito  di un progetto work in progress ideato  e  realizzato  ad  hoc  per Uovo 0_11. Servendosi di un particolare dispositivo  di ripresa, affidato ai bambini che sperimentano le riprese in una  modalità  creativa, gli artisti realizzano una produzione audiovisiva, per  la quale ideano un particolare tessuto musicale d’accompagnamento alle immagini.

Il  19  e 20 marzo presso la Cattedrale (Fabbrica del Vapore), per la prima volta  in  Italia, Vexations di Kerstin Kussmaul (AT) e Jan Burkhardt (DE), durational  performance  di  circa  21 ore (dalle 11 del mattino alle 8 del mattino  successivo).  In Vexations di Kerstin Kussmaul e Jan Burkhardt, il pianista   è   impegnato  nell’esecuzione  al  pianoforte  dal  vivo  della straordinaria  opera  musicale di Erik Satie che prevede la ripetizione del brano  per  840  volte  consecutive (la durata dell’esecuzione del brano al piano  varia  tra le 14 e le 28 ore a seconda della velocità di esecuzione) al  centro  di  uno  spazio  caratterizzato  dalla  presenza  di un soffice pavimento  di appositi tappeti di gommapiuma, dispositivo scenico alla base dell’azione   performativa   su   cui   interagiscono  gli  spettatori.  Il particolare  allestimento  dello  spazio  è curato da feld72, pluripremiato collettivo di giovani architetti e designer viennesi.

Il  20  marzo presso la Cattedrale (Fabbrica del Vapore), la prima italiana di  The  Festival,  ultimo  lavoro di Lone Twin Theatre (UK), coprodotto da Uovo,  Barbican  London  e  Kunstenfestivaldesarts  Bruxelles. Pezzo finale della  ‘Trilogia della Catastrofe’, The Festival è uno spettacolo gioioso e divertente,  una  storia  di  amore  e  di  attesa,  del quotidiano e dello straordinario. Lone Twin Theatre si conferma come una delle più originali e acclamate compagnie internazionali capace di proporre un teatro fuori dagli schemi abituali della scena.

Tutto il programma su uovoproject.it

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