Dylan Dog, 25 anni di carta e non sentirli. Oggi la festa a Milano, poi il film

Ed un giorno arriva il momento di fare i conti della propria vita e della propria carriera. Alle volte, questi protagonisti, non sono persone reali, [...]

Ed un giorno arriva il momento di fare i conti della propria vita e della propria carriera. Alle volte, questi protagonisti, non sono persone reali, ma un numero dopo l’altro, si impara a conoscerli tra le pagine di un fumetto, tanto che li si rende reali, come se esistessero veramente. Poi, un giorno, come si diceva, e si fa il conto delle primavere viste e d’un tratto, ci si accorge di essere arrivati a 25 anni di carriera, trascorsi a prendere a pistolettate in testa gli zombie, ad uccidere conigli rosa ed a risolvere decine di casi dell’occulto. Sempre vestiti di giacca nera, camicia rossa, jeans e Clarks ai piedi, immancabilmente a bordo di un Maggiolino Volkswagen, targato “DYD 666” (che non sarà bianco per ragioni di diritti con la Disney).

I più arguti, avrano capito che si parla dell’epico Dylan Dog, nato da penna italiana, ma residente a Londra, uscito per la prima volta con l’albo dal titolo “L’alba dei morti viventi” nel lontano ottobre del 1986 per Bonelli Editore, creato da Tiziano Sclavi. Ora, siamo all’alba di un duplice evento. Primo, il detective dell’occulto italiano, è approdato ad Hollywood. «Dylan Dog: Dead of Night», questo il titolo della pellicola, presentata in anteprima al Festival di Roma, che uscirà in Italia il 16 di marzo prossimo, in anteprima, perchè negli USA, arriverà nei botteghini solo il 25 dello stesso mese.

Per approcciarsi all’evento, al Cartoomics, il salone del fumetto, dei cartoons, del collezionismo e dei games in programma da venerdì 11 a domenica 13 marzo a Milano, in particolare oggi, nello spazio dedicato all’immaginario horror, nella sala della provincia in via Corridoni, ci saranno gli sceneggiatori della casa Bonelli per un brindisi con la gente in onore dei primi 25 anni di Dylan Dog. si potrà inoltre rivedere un film cult sul famoso indagatore dell’occulto, “Dellamorte Dellamore” di Michele Soavi.

Passiamo a un altro film,  quello nuovo, prodotto dalle società statunitensi  Hyde Park e Platinum Studio e diretto da Kevin Munroe. Nella parte del protagonista del secondo fumetto più venduto in Italia dopo “Topolino”, c’è Brandon Routh.

La storia, manco a dirlo, è leggermente diversa dal fumetto. Non ci sarà il fido compagno di mille avventure, Groucho Marx, e ad accompagnare il nuovo Dylan, ci saranno Anita Briem, Sam Huntington, Taye Diggs, David Jensen e Kyle Russell. Nel film, il detective, stufo di fare quello che ha fatto per 25 anni, si è ritirato a vita privata, ma le tenebre, con una minaccia per l’intero pianeta, tornano a bussare alla sua porta e sarà costretto a riprendere in mano la pistola per tornare a combattere. Non ci si aspetti nulla di splatter, micidiali scontri a fuoco o donne nude, cioè tutto quello che tra i genitori premurosi valse una pessima fama al fumetto. La trama, in effetti, ai più ricorda fin troppo il tormentone “Twilight”, e quindi, ai fedeli della storica figura, viene già il timore di essere di fronte al solito polpettone americano che interpreta all’americana storie non USA, delle quali dall’altra parte dell’Atlentico, sanno molto poco e con molta approssimazione. Vedremo. (Davide Rabaioli)

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