Nuove opere d’arte, iniziative e gemellaggi. Al Vittoriale di Gabriele d’Annunzio

Tra meno di tre mesi, il 21 maggio, sarà un secolo che a Parigi venne rappresentata la prima del “Martyre de Saint Sébastien”, dramma di [...]

Tra meno di tre mesi, il 21 maggio, sarà un secolo che a Parigi venne rappresentata la prima del “Martyre de Saint Sébastien”, dramma di Gabriele d’Annunzio musicato da Claude Debussy e interpretato da Ida Rubinstein. Per celebrare il centenario di quest’opera, che narra il martirio di san Sebastiano mescolando sacro e profano, il “Vittoriale degli Italiani” di Gardone Riviera è stato arricchito da una scultura in bronzo del santo, creata dal maestro Ettore Greco, 42 anni, originario di Padova e formatosi all’accademia delle belle arti di Venezia. La posa del manufatto in una nicchia ai piedi del mausoleo dov’è sepolto Gabriele D’Annunzio era in programma sabato 5 marzo. Inoltre, l’ente presieduto da Giordano Guerri ha acquisito negli ultimi tempi dei nuovi documenti.

Nella stessa occasione era in agenda l’inaugurazione di alcune opere – ispirate sempre al Vate – che si devono al giovane pittore Emanuele Gregolin e del maestro abruzzese Franco Summa. In questo periodo si potranno ammirarne anche due, entrambe ispirate all’autore del romanzo “Il piacere”, che sono arrivate al Vittoriale in prestito: una è di Mario Sironi (del pittore di Sassari cade quest’anno il cinquantenario della morte) e l’altra di Tristan Tzara, fondatore del dadaismo, movimento di avanguardia rivoluzionaria nelle arti. E dopo l’alzabandiera dei vessilli di Gardone e di Pescara, città che diede i natali a D’Annunzio, è stata annunciata la nascita della fondazione “Gemellaggi dannunziani” che comprende già trenta località. Non solo: sono stati piantati venti nuovi cipressi nel parco che nel 2010 era stato indicato come uno dei dieci più belli d’Italia. Erano 781 al momento della morte del Vate che aveva provveduto ad accrescerne il numero rispetto a quando era entrato nella dimora. Ma dal 1938 a oggi una ventina sono caduti o hanno dovuto essere abbattuti per vecchiaia o malattia. “Ritengo che questi alberi – sottolinea lo stesso Guerri – facciano parte del patrimonio, non solo naturale, ma anche artistico e storico, del complesso”. I cipressi sono stati scelti ancora piccoli come augurio di un futuro di crescita per il Vittoriale e hanno tutti un nome dannunziano (“Ottima è l’acqua”, “Hic manebimus optime”, “Tener-a-mente”, “Gardone”, “Pescara”…) la cui origine è spiegata da una targa. (Marco Fornara)

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