Firenze, il Rinascimento disegnato fa tappa agli Uffizi. Da fra Angelico a Leonardo capolavori imperdibili

Cinquanta disegni di proprietà del gabinetto “disegni e stampe” degli Uffizi ne “incontrano” altrettanti del “British Museum”. E’ l’abc della mostra “Figure, memorie, spazio. Disegni [...]

Cinquanta disegni di proprietà del gabinetto “disegni e stampe” degli Uffizi ne “incontrano” altrettanti del “British Museum. E’ l’abc della mostra “Figure, memorie, spazio. Disegni da fra Angelico a Leonardo” che sarà visitabile dall’8 marzo sino al 12 giugno al complesso monumentale degli stessi Uffizi di Firenze. Il percorso coinvolgerà sia la galleria, sia il gabinetto “disegni e stampe”.

L’esposizione unirà, in una partnership simbolicamente giocata su un numero uguale di prestiti, due tra le maggiori collezioni di grafica esistenti al mondo. Un’altra preziosa occasione per andare alla loro scoperta dopo l’edizione inglese dell’iniziativa allestita nella “Great Court” proprio del “British Museum”. Intitolata “Fra Angelico to Leonardo. Italian Renaissance Drawings” si è sviluppata dalla primavera sino alla fine di luglio dello scorso anno.

Tiziano, studio per giovane donna (151 ca) Copyright the Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.

Fu organizzata congiuntamente dal museo di Londra e dalla Soprintendenza speciale di Firenze. L’evento – che ha sottolineato con un’enfasi particolare soprattutto il disegno toscano da sempre ammirato, studiato e ricercato nel mondo anglosassone – riscosse un successo di pubblico addirittura superiore alle pur rosee aspettative che avevano accompagnato i preparativi.

L’iniziativa degli Uffizi – che rispetto alla versione di oltre Manica si presenta arricchita di altri lavori fra cui incisioni e oreficerie – consentirà di confrontare, in sequenza, dei capolavori da antologia: l’intento è quello di guardare ai decenni compresi tra l’ultimo scorcio del Trecento, con fogli ancora improntati a caratteri tardogotici, e i primi anni del Cinquecento, i cui esiti Giorgio Vasari avrebbe definito propri della maniera moderna.

Un “viaggio” dal punto di vista del disegno, affermatosi progressivamente come espressione artistica dotata di una propria autonomia in un’epoca così importante per la definizione dei pilastri portanti della modernità culturale. Gli autori, tutti di prima grandezza, rappresentano innanzitutto gli ambiti fiorentini e centroitaliani, articolandosi fra le presenze di Lorenzo Monaco, Beato Angelico, Filippo e Filippino Lippi, i Pollaiolo, Andrea del Verrocchio, Sandro Botticelli, Perugino e Domenico Ghirlandaio per arrivare a Leonardo, Raffaello e Michelangelo; ma importanti approfondimenti saranno dedicati anche alle aree dell’Italia del nord con Pisanello, Amico Aspertini, i ferraresi, Vittore Carpaccio, Jacopo e Gentile Bellini, Andrea Mantegna, Cosmè Tura, Ercole de Roberti e Tiziano.

Ognuno di loro offrirà una propria interpretazione dell’attività del disegno che, di volta in volta, è elaborazione di uno stile, sperimentazione di una tecnica, riflessione sulle figure umane e sulla natura ed esplorazione e misurazione dello spazio. E una selezione di opere realizzate in altri materiali consentiranno di cogliere inoltre il ruolo centrale proprio del disegno quale linea guida e motivo ispiratore dell’arte italiana.

Leonardo Da Vinci, testa di donna (1470)

Un sogno che diventa realtà per tutti gli appassionati del Rinascimento italiano”, così afferma Cristina Acidini, storica dell’arte e attuale soprintendente per il polo museale di Firenze. In particolare, nello spazio espositivo del gabinetto “disegni e stampe” e nella contigua sala del camino, sarà possibile ammirare oltre quaranta opere, ugualmente rilevanti rispetto a quelle proposte a Londra, ma in alcuni casi destinate a rimanere consultabili solo in loco per la cautela richiesta da tecniche e supporti.

Come la “Giuditta” di Mantenga, il “Cartonetto” per il monumento equestre a Giovanni Acuto di Paolo Uccello, e le due piccole “prove” un tempo attribuite, forse proprio da Vasari, a Cimabue, oggi sappiamo senza fondamento. La loro presenza in quest’esposizione segna simbolicamente l’apertura verso un nuovo modo di disegnare, oltre che di dipingere, di cui si sarebbe reso protagonista proprio Cimabue, preludendo alle ben più ampie conquiste formali raggiunte nel ‘400.

La mostra – ideata da Hugo Chapman e Marzia Faietti – è stata promossa dal ministero per i beni e le attività culturali, dalla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Firenze, dalla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana, dal gabinetto “disegni e stampe” degli Uffizi, da Firenze Musei e dall’ente “Cassa di risparmio di Firenze”. Direttori dell’esposizione sono Antonio Natale la stessa Faietti che l’ha curata insieme ad Alessandra Griffo e Giorgio Marini. (Marco Fornara)

Botticelli

Leonardo

Pollaiuolo

Raffaello

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag