Marta Marzotto, la musa inquieta. A Milano una mostra per quel vulcano di contessa

Non è sufficiente essere state rifornite da mamma natura di un fisico strepitoso. Quella è solo una buona base. Per coltivare la bellezza vera, quella [...]

Non è sufficiente essere state rifornite da mamma natura di un fisico strepitoso. Quella è solo una buona base. Per coltivare la bellezza vera, quella che il tempo trasforma ma non annienta, c’è bisogno dell’istinto alla bellezza. E poi di un mix di carattere e intelligenza che quella bellezza affermino, assieme al coraggio di essere quel che si è, al di là degli sguardi di chi vede solo quel che vuole. Ora la regina, domani la popolana, oggi la musa, poco dopo la strega. A chi appartiene il ritratto? A Marta Marzotto, la contessa nata povera che a 80 anni suonati, e dichiarati, visti che saranno celebrati con una mostra, continua a darci lezione di stile. Ovvero di personalità, perché lo stile è quello, lo stile è cultura.

Un titolo che sfuma nell’ironia La Musa Inquieta. Vita arte e miracoli di Marta Marzotto per la mostra che il 10 marzo s’inaugura a Milano, palazzo Morando, sede del museo del Costume, a cura di Marta Brivio Sforza e promossa dall’assessorato alla Cultura.

In esposizione fino al 4 aprile, creazioni e immagini della vulcanica contessa che ispirò artisti, poeti e scrittori, da Renato Guttuso ad Alberto Moravia e che ha attraversato, da protagonista e testimone, gli anni più fervidi della cultura italiana.“Nella mia vita ho agito solo per istinto, per seguire la mia voglia di tutto e subito”,  scrive di sé.

Una biografia ad alta densità creativa la sua: fotografa, costumista e designer, alla fine degli anni Sessanta fu la figura femminile dominante nella pittura e nella vita privata di Renato Guttuso, musa ispiratrice e modella prediletta per circa venti anni.

Marta Marzotto con Renato Guttuso

Mettere in scena il mondo straordinario di Marta Marzotto, e con esso una parte della società colta del XX secolo, è l’obiettivo della mostra che porta alla visione del pubblico le fotografie che raccontano i suoi luoghi amati, le persone frequentata, le opere e i sogni. Accanto alle foto alcuni oggetti da lei creati con fantasia, talento e con un gusto speciale: borse, gioielli, caftani, tutti coloratissimi, caldi, come bagnati nel sole. Creazioni dedicate alle donne, per valorizzarne la bellezza ed ancor di più per avvicinarle ad un mondo immaginifico che faccia dimenticare le fatiche, la tristezza, il tradimento della vita reale.

Scrive la curatrice, in una lettera a Marta: “Non mi illudo di contenerti tutta nello spazio limitato di questo bellissimo museo, ma spero di avere almeno rappresentato il fascino che mi conquistò la prima volta che ti incontrai a Roma, regina nelle tue stanze della splendida tua casa al Pincio, colma di luci, quadri, stoffe che apparve ai miei occhi di ragazza come la Grotta di Alì Babà. Il tuo più grande desiderio è quello di regalare qualcosa ad ogni persona che incontri, che sia una frase, un oggetto che sia un lasciapassare nel fantastico mondo di Marta, da legare, da amare da scoprire, da seguire in capo al mondo in una corsa senza fine”.

Amore, generosità, passione. Con questi sentimenti, da molti anni, Marta Marzotto sostiene la Fondazione per la Ricerca della Fibrosi Cistica onlus (FFC), alla quale andranno i proventi dei cataloghi in vendita in mostra editi da Electa..

Una collezione di gioielli by Marta Marzotto (foto Giorgio Majno)

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