Il mondo in una cornice fosca fatta di spie e di libertà presunte, di hacker pagati dai governi e di una guerra totale che si gioca in maniera invisibile con le tecnologie più avanzate. Non è un romanzo di fantapolitica, ma è il mondo che dipinge Roger Faligot, giornalista e scrittore francese esperto di questioni asiatiche, ne “I servizi segreti cinesi”. Un’indagine sull’intelligence più potente del mondo da ieri in libreria per Newton&Compton editori.
Un punto di partenza acclarato: la Cina deve gestire il suo nuovo ruolo di superpotenza e per farlo deve servirsi di un intelligence adeguata. Ovvero, mettere in pratica la vecchie, e immmortale arte dello spionaggio adeguata ovviamente ai mezzi e ai bisogni del XXI secolo. Ma come agiscono gli 007 al servizo di Pechino? Per scoprire fatti e retroscena
l’autore dichiara d’aver raccolto documenti inediti, consultato archivi segreti, intervistato esperti dei servizi informativi, responsabili politici, diplomatici, rifugiati politici e dissidenti. E ne sono emerse “scottanti verità”. Nel libro parla di spionaggio industriale e di guerra lampo su internet, spiega come la Cina si dedichi alla formazione di hacker addestrati ad attaccare i siti governativi stranieri, rivela come in occasione dei Giochi Olimpici atleti e giornalisti siano stati spiati da un centro informativo appositamente creato, dotato di un budget miliardario. Racconta dei servizi segreti di Mao e dei giorni di Tiananmen, delle misure antiamericane e delle più o meno insospettabili collaborazioni internazionali.
Roger Faligot è autore di circa quaranta opera sui retroscena della storia moderna e i servizi informativi. Ha scritto libri sulla mafia cinese e il romanzo Le Peuple des enfants. È inoltre autore, insieme a Jean Guisnel, del bestseller Histoire secrète de la Ve République .
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