Marc Chagall in mostra da domani a Lecce

Un’ottantina di opere di Marc Chagall in mostra da domani a Lecce. Saranno le sale al piano nobile del castello “Carlo V” a ospitare l’omaggio [...]

Un’ottantina di opere di Marc Chagall in mostra da domani a Lecce. Saranno le sale al piano nobile del castello “Carlo V” a ospitare l’omaggio all’artista di nascita russa, ma naturalizzato francese. La scelta è caduta su lavori grafici originali, tutti provenienti, in prestito, dalla galleria “Guastalla” di Livorno.

La maggior parte sono ispirati a episodi biblici, specialmente dell’Antico Testamento, che rispecchiano, tra l’altro, la formazione ebraica del protagonista di questa esposizione, intitolata “Il segno dell’anima”, che sarà visitabile sino al 29 maggio.

Si spazia da incisioni a tecniche miste su cartoncino sino ad arrivare all’acquaforte acquarellata a mano “Davide piange Assalonne” e a numerose altre acqueforti. Ma non mancheranno anche litografie a colori quali, per fare qualche esempio, “La cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso” e “Il Paradiso”. Chagall – che indubbiamente ha lasciato un segno importante nella storia della pittura, e non solo, contemporanea – si è dedicato a questo particolare tipo di produzione a partire dagli anni Venti del secolo scorso.

Nel 1910 si era trasferito, proveniente da San Pietroburgo, a Parigi diventando uno degli animatori della vita culturale della capitale insieme ad Amedeo Modigliani, Henri Matisse e Pablo Picasso. Dopo un viaggio in Palestina, creò delle gouaches preparatorie alle 105 tavole che gli furono commissionate da Ambroise Vollard, editore e gallerista. Quando questì morì nel ’29, 66 erano terminate e le restanti 39 appena abbozzate.

Le completò nel ’52 al rientro in Europa dopo un periodo trascorso negli Stati Uniti dove s’era recato per sfuggire alle persecuzioni anti ebraiche. Questi cicli vennero pubblicati per la prima volta nel ’56. Un’altra serie d’illustrazioni – incentrata su temi non trattati in precedenza – fu voluta dal proprietario della rivista di arte e letteratura parigina “Verve” nel ’58. “La Bibbia – ha affermato Chagall – è un grande libro universale che, fin dall’infanzia, mi ha riempito di visioni sul destino del mondo, e mi ha ispirato. Nei momenti di dubbio, la sua grandezza e la sua saggezza altamente poetica mi hanno quietato, e, siccome nella mia vita interiore lo spirito occupa un grande spazio, ho cercato di esprimerle. Del resto, è essenziale rappresentare anche gli elementi del mondo che non sono visibili”.

Chagall, nato a Vitebsk e morto a Saint Paul de Vence nel 1985 a 98 anni, attraversò, nel corso della sua esistenza, diverse correnti entrando in contatto con l’avanguardia, i gruppi che sulle rive della Senna videro la luce nel periodo precedente la prima guerra mondiale, e successivamente con il cubismo e il fauvismo, ripercorrendo nelle sue opere aspetti e fasi proprie della sua infanzia.

Momenti tradotti in pittura per mezzo dell’accostamento di colori dai toni forti, vivaci e brillanti. Come confermato anche dai richiami a un certo simbolismo religioso che si abbinano a quelli alla vita popolare della Russia europea. (Marco Fornara)

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