Ferrovie dimenticate. Domenica la festa

Ottantatre eventi in tutta l’Italia. Domenica prossima si rinnoverà l’annuale appuntamento con la quarta giornata nazionale delle “ferrovie dimenticate” che si propone di essere una [...]

Ottantatre eventi in tutta l’Italia. Domenica prossima si rinnoverà l’annuale appuntamento con la quarta giornata nazionale delle “ferrovie dimenticate” che si propone di essere una vera festa all’insegna della riscoperta di questo patrimonio, sia storico che attuale, troppo spesso sottovalutato.

Prima delle autostrade, sono state queste linee a unire l’Italia”, così Albano Marcarini, urbanista e presidente della “Confederazione mobilità dolce” presentando a Milano la manifestazione in cui è coinvolto anche il gruppo delle ferrovie dello Stato. Una scelta che sottolinea l’attenzione che la principale azienda del settore rivolge all’ambiente e alla sostenibilità.

L’iniziativa è sostenuta dalle principali associazioni che si occupano di tempo libero ed ecologia quali, per fare qualche esempio, Cai, Legambiente, Wwf, Touring, Italia Nostra, Federparchi e Società geografica italiana. Riflettori puntati, innanzitutto, sulle ferrovie ex minerarie della Sicilia e sui treni a vapore del Piemonte sino ai depositi delle locomotive di Rimini, la stazione-museo di Colonna a Roma e i binari scomparsi della Treviso-Ostiglia e quelli abbandonati della Bra-Ceva.

Si spazierà da escursioni a piedi, a cavallo e in bicicletta a mostre, incontri, dibattiti, visite guidate e viaggi su convogli del passato. Fra le proposte più singolari, la riscoperta della cremagliera sul passo del Moncenisio, a duemila metri d’altezza, e la gita bicicletta-reno sulla Genova-Casella, un autentico gioiellino. E ancora: in Sardegna si andrà da Isili a Sorgono assieme al laboratorio itinerante di mobilità sostenibile, e sulla Luras-Monti, già diventata un’ippovia su cui è comunque possibile anche pedalare o fare trekking.

Ferrovie dimenticate

Invece in Sicilia, a Enna, largo a un’uscita in mountain bike sul percorso della linea di montagna Dittaino-Leonforte; in Basilicata sarà ripercorsa l’ex ferrovia Potenza-Laurenzana fra le oasi naturalistiche della regione; e nelle Marche ci si tufferà fra i viadotti e le stazioncine recuperate della Fermo-Amandola. In Lombardia saranno dieci le iniziative, fra cui quella dedicata alla Voghera-Varzi, in procinto di diventare una greenway, nove nel Lazio, e sei in Umbria e in Toscana.

Il programma completo lo si trova sul sito www.ferroviedimenticate.it/eventi_2011.htm.

L’appuntamento è proiettato anche al riuso e alla valorizzazione delle tratte minori e di quelle dismesse per le quali da tempo, in ogni parte della penisola, si avanzano istanze di riutilizzo o di trasformazione in percorsi ciclo-pedonali. Sono seimila i chilometri di “strade ferrate” su cui non transitano più treni e che, con poca spesa, potrebbero essere trasformate in tracciati per chi ama muoversi in bicicletta o a piedi, oppure, perché no? tornare a essere piccole linee con lo scopo di rilanciare il turismo nelle aree interne dello Stivale. E per rendere omaggio ai panorami che si possono vedere dai treni in movimento, è stato anche indetto il concorso “Un finestrino sul paesaggio”. (Marco Fornara)

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