Roma, Sergio Rubini porta in scena i versi di Edoardo Sanguineti

ROMA – Mercoledì 2 marzo, al teatro Studio (Auditorium parco della Musica), Sergio Rubini porta in scena le poesie di Edoardo Sanguineti con “Faccio un [...]

ROMA – Mercoledì 2 marzo, al teatro Studio (Auditorium parco della Musica), Sergio Rubini porta in scena le poesie di Edoardo Sanguineti con “Faccio un numero a caso”, reading con musiche dal vivo e la partecipazione di Antonio Gnoli. La scena è di Gregorio Botta, la regia dello stesso Rubini, che spiega:

“L’idea di un reading con i versi di Sanguineti ce l’ho nella testa da sempre. L’avevo scoperto al liceo – sull’antologia c’era una sua poesia così struggente… Nel corso di questi anni non ho mai smesso di seguirlo, a distanza ma con costanza; mai smesso di leggerlo  in famiglia o agli amici, o semplicemente per me stesso. Devo confessare che ho anche covato a lungo il desiderio di leggerlo a Sanguineti in persona, per verificare se avessi colto, come credevo, il suo mondo e le sue note. Solo per poco la mia strada non ha incrociato la sua e oggi che non c’è più, sento l’obbligo di “tirar fuori” questo amore. Non si tratta solo di poetica ma d’amore d’attore. L’uso di giochi verbali infatti, allitterazioni, rime ribattute, produce prepotentemente un ritmo che si impone empaticamente su quello dell’attore attraverso la sua continua destabilizzazione. E così l’attore non può aggrapparsi  alla consueta e classica tecnica recitativa, ai toni lirici della poesia “alta”. Ogni parola è un graffio, un’interruzione, una rottura, l’attore deve piegarsi quanto lo scrittore per la ferita. Il flusso dei pensieri è sincopato e se in medicina la sincope è un sintomo transitorio che implica un’improvvisa perdita di coscienza, in chi legge e in chi ascolta Sanguineti il fenomeno è lo stesso. Sincope quindi sta per spezzare, interrompere, tagliare insieme. Ed è proprio il carattere sincopato di questi versi che fa venire in mente il jazz e le sue improvvisazioni: una trama sfuggente entro cui destabilizzare l’attore e lo spettatore, sorprenderlo, non dargli mai l’idea di una fine.

Faccio un numero a caso accenna al desiderio di farci ritrovare in una condizione non scelta, di fronte a qualcosa che inaspettatamente accade, nella musica, nella recitazione come nella poesia”. Info 06-80241281 www.auditorium.com

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