Roma, ecco i Preraffaelliti

Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones E il mito dell’Italia nell’Inghilterra Vittoriana, fino al 12 giugno alla Galleria Nazionale d‘Arte Moderna di Roma. Una mostra raffinata, [...]

Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones E il mito dell’Italia nell’Inghilterra Vittoriana, fino al 12 giugno alla Galleria Nazionale d‘Arte Moderna di Roma.

Una mostra raffinata, erudita e sofisticata, un percorso espositivo vasto e stratificato è quello proposto nella mostra  romana dedicata ai Preraffaelliti.

Giusto per essere lievemente scolastici, c’è da dire che  i preraffaelliti si sono conquistati il loro posto d’onore nella storia dell’arte grazie  alla pedanteria con cui andarono ad indagare  nell’ arte  e nella letteratura italiana.

Talmente pedanti i grandi esponenti del movimento da conoscere minuziosamente  le opere di Dante, di Petrarca e tanti altri gioielli della nostra tradizione letteraria. Tuttavia, per trasferire in immagini le suggestioni letterarie ebbero bisogno anche di mettere a punto un loro stile. A  tale scopo scelsero i sempre eterni pittori italiani come Giotto, protagonista in mostra con il quadro Santo Stefano, protetto da un vetro, in una nicchia un pò  nascosto dal resto dell’ esposizione, ci si può sedere e sostare a contemplarlo.

Si tratta di un’opera grandiosa dipinta tra il 1330 e il 1335,stupefacente l’oro, richiamo al divino e all’ invisibile come nelle icone russe e lo sguardo compassionevole, paterno  del Santo.

A Giotto sono affiancate altre opere di straordinario valore come L’Annunciazione di Vittore Carpaccio del 1504 e una malinconica struggente Maria Maddalena Penitente di Tiziano del 1567.

Di Dante Gabriele Rossetti si possano ammirare un’intera serie di quadri dove sembra che il pittore dipinga sempre la stessa donna dai folti capelli rossi, la mascella   pronunciata  quasi maschile e la bocca carnosa e voluttuosa .

La donna per Rossetti fu un ideale, come la Beatrice di Dante,  la donna in quanto essere sublimato ineffabile è motore della creazione poetica ed artistica. Dipinge molti ritratti di donne ma sembra raffigurare sempre la stessa, tutte si somigliano e vien da chiedersi: quale è il modello originale che Rossetti ha in mente? In realtà tutte somigliano a Jane Morris moglie di Dante Gabriele Rossetti, donna che  amò moltissimo.

Disposti in un ideale continuità  la Venere Verticordia ,“che apre i cuori”, del 1863, manifesto della mostra, Pia dei Tolomei, Lady Lilith, Lucrezia Borgia, Proserpina e  il ritratto di Jane  Morris.

Tra tante citazioni letterarie di Dante Gabriele Rossetti anche la Visione di Fiammetta, la donna adorata da  Giovanni Boccaccio a cui il poeta  dedica Amorosa Visione e L‘ Elegia di Madonna Fiammetta.

Dice Rossetti che “tra pittura e poesia vi è la stessa relazione che intercorre tra uomo e donna: il punto in cui sono maggiormente simili è la suprema perfezione nella bellezza”.

Ogni quadro racconta una storia di amore e poesia come il Cuore della Rosa di Edward Brune Jones o lo Studio per il Carro d’ Amore, ultima opera incompiuta dell’artista prima  di morire .

Il quadro, forse ispirato daiTrionfi di Petrarca, di enormi dimensioni, rappresenta Amore  trionfante ma  legato ad un carro trainato da uomini e donne alcuni felici altri disperati. Sempre all’amore è dedicato il quadro, bellissimo, di Jon William Waterhouse Psiche apre la scatola d’oro .

La scatola, dono di Proserpina contiene la bellezza di Venere, Psiche non resiste alla  curiosità e cede alla tentazione di aprirla  per scoprirne il contenuto. Dalla scatola si sprigionano degli effluvi che fanno cadere Psiche in un sonno profondo da cui, come nelle migliori favole, un principe, in questo caso Cupido, la risveglierà con il suo bacio…

(Virginia Zullo)

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag