Il mese s’apre con uno dei libri più attesi del momento, “Vieni via con me” di Roberto Saviano. Libro in uscita il 2 marzo, che segna il passaggio dello scrittore napoletano da Mondadori a Feltrinelli, dopo le ben note polemiche sulle quali non ci addentriamo (molto è stato scritto). Il libro riprende e rivede gli otto monologhi di Saviano nella fortunata trasmissione di RaiTre condotta con Fabio Fazio. Otto storie per fotografare i mali d’Italia ma affincandoli a begli esempi di umanità. Il mancato riconoscimento del valore dell’Unità nazionale, il meccanismo della macchina del fango, l’espansione della criminalità organizzata al Nord, l’infinita emergenza rifiuti a Napoli, le troppe tragedie annunciate, ma anche vite vissute con onestà e coraggio. Come la sfida senz’armi di
don Giacomo Panizza alla ‘ndrangheta calabrese, la lotta di Piergiorgio Welby in nome della vita e del diritto, la difesa della Costituzione di Piero Calamandrei.
Restiamo in casa Feltrinelli e torniamo a citare don Giacomo Panizza, ma questa volta come autore, assieme a Goffredo Fofi di “Qui ho conosciuto purgatorio, inferno e paradiso”. In breve, la storia del prete che ha sfidato la ‘ndrangheta. In uscita il 23 marzo. Ecco cosa disse don Giacomo, invitato a “Vieni via con me”: “Del Sud mi piace chi se ne sta a mani nude, disarmate; chi non si lascia tentare a opporsi ai violenti con i loro stessi metodi. Mi piace ascoltare la gente parlare le sue parole. Del Sud mi piace chi fa il padrino senza fare il padrone, chi fa doni per amicizia e non per legarti al suo clan. Mi piacciono le madri che non dimenticano i figli, qualunque cosa abbiano combinato; madri che supplicano i boss di ‘ndrangheta di svelare il luogo dove hanno buttato o seppellito i loro figli, spariti di lupara bianca, per portarci un fiore. Del Sud mi piacciono le donne, attente e appassionate, con cuori grandi. Mi piace vedere i giovani con l’utopia di rinnovare i partiti e la politica. Mi piacciono quelli che in tribunale si ricordano le facce e le parole di chi ha chiesto loro il pizzo, indicandoli davanti a tutti.” “In questa terra dove mi è piaciuta l’idea di emigrare a rovescio, dove ho conosciuto purgatorio, inferno e paradiso.“
Il lato oscuro di Hollywood raccontato da mister Depp, non Johnny, ma Daniel Depp, fratello dell’attore, in libreria il 10 marzo con la sua serie da giallista “La città dei senza nome” (editore Newton Compton). Il protagonista è un ex stuntman che apre un’agenzia investigativa. E chi è il suo primo cliente? Un famoso attore. L’indagine condurrà il lettore oltre facciata scintillante di Hollywood, in un mondo dalle molte pieghe oscure. Tra cocaina e ville da sogno, intrighi e minacce, agenti e registi, primedonne, gangster e prostitute, il detective si ritrova invischiato nel torbido mondo delle star, in un crescendo di suspense in cui il sangue scorre a fiotti.
Uno scrittore cult Irwine Welsh per “Serpenti a sonagli” (editore Guanda) una raccolta di racconti dove emerge il Welsh più riconoscibile, quello ironico e provocatorio.
Esce in Italia il 17 marzo, dopo aver raccolto ampi successi in Francia e Spagna La principessa ribelle (Newton Compton), di Kenizé Mourad, giornalista di origini turco-indiane salita alle cronache letterarie con Dalla parte della pricipessa morte (um milione di copie vendute in Francia, tradotto in 30 lingue). Col nuovo libro Mourad racconta una pagina poco conosciuta della storia indiana – una rivolta che anticipa le istanze della guerra di indipendenza culminata nel 1948, sotto la guida di Gandhi – attraverso l’epopea di Hazrat, un’indimenticabile eroina e della sua coraggiosa lotta contro il potere costituito.
Un tocco di leggerezza con “Un calcio in bocca fa miracoli” (editore Einaudi) di Marco Presta (sì proprio lui, l’attore e il conduttore-co autore de il programma cult radiofonico Il ruggito del coniglio). Il protagonista di questo libro è un vecchio scorbutico, vitale, simpaticissimo, che fa i conti con l’ostinazione della sua prostata, con un’insana passione per la portinaia e con la sua amicizia per Armando, aspirante Cupido in pensione. L’ironia e il caratteraccio invecchiando migliorano come la grappa, per questo ci diverte così tanto la sua voce cinica, borbottante, capace di battute fulminanti sempre in bilico tra la sciocchezza e il colpo di genio. «Non mi rimane che utilizzare la vecchia strategia del bacherozzo: quando si avvicina un pericolo, si distende sul dorso, immobile, e si finge morto. Nel caso mio, non devo neanche fingere troppo».
«Io non ho piú interesse per niente e nessuno, rubo penne, passeggio per strade degradate, sbavo per una portinaia e basta, basta cosí», dice di sé l’irresistibile vecchiaccio.
Restiamo in casa Einaudi per segnalare “Sezione suicidi” di Antonin Varenne, un noir già definito “sorprendente”. Una catena di misteriosi suicidi tiene la Francia con il fiato sospeso. C’è di strano che le vittime si tolgono la vita in pubblico e sono nude. L’ispettore Guérin segue il caso, è un uomo dalle tendenze misantrope ma è il miglior poliziotto che offre la piazza.
Ed ora uno sguardo tra le proposte di Mondadori. Il primo del mese è appannaggio di Paolo Villaggio, con ”Mi dichi!” un divertente prontuario del linguaggio fantozziano (leggi articolo).
Esce invece l’otto di marzo per I Meridiani la raccolta di quattro romanzi di Alba de Céspedes, Nessuno torna indietro (1938), Dalla parte di lei (1949), Quaderno proibito (1952) e Nel buio della notte (1976), e offre anche un importante inedito, Con grande amore: un romanzo incompiuto su Cuba cui l’autrice lavorò a lungo e che contiene splendide pagine di ricordi familiari e di storia cubana. Troppo spesso aggiogata al carro della “letteratura rosa”, Alba de Céspedes con giusto risentimento rivendicava invece il riconoscimento critico del valore letterario e innovativo della sua scrittura. E’ quanto intende sottolineare la scelta di testi, operata da Marina Zancan che guida il lettore alla scoperta di un’autrice oggi un po’ dimenticata ma che fu fra le prime e più convinte sostenitrici dell’impegno e dell’importanza del ruolo della donna anche al di fuori dell’ambito familiare.
Alba de Céspedes pubblica nel 1938 per Arnoldo Mondadori il suo primo romanzo, Nessuno torna indietro. Durante la guerra, partecipa alla Resistenza. Dal 1944 al ’48 dirige la rivista “Mercurio”, da lei stessa fondata, su cui pubblicano anche Sibilla Aleramo, Bontempelli, Hemingway, Montale, Moravia, Vittorini. Nel dopoguerra a Roma collabora a “Epoca” con la rubrica “Dalla parte di lei” e alla “Stampa”. A partire dal 1949, si dedica interamente alla scrittura: romanzi, poesie, sceneggiature e testi teatrali. Nel 1967 si trasferisce stabilmente a Parigi, dove muore nel 1997.
© Riproduzione riservata





