“Roberta di Camerino. La rivoluzione del colore”. La mostra a Venezia

Il Museo Fortuny  di Venezia, un tempo residenza di Mariano Fortuny, pittore, design e creatore di moda, è fuor di dubbio una location perfetta per [...]

Il Museo Fortuny  di Venezia, un tempo residenza di Mariano Fortuny, pittore, design e creatore di moda, è fuor di dubbio una location perfetta per ospitare le creazioni di Roberta di Camerino una delle icone della moda italiana .

Roberta di Camerino. La Rivoluzione del Colore” è il titolo della mostra che, in omaggio alla stilista scomparsa nel 2010,  lo storico edifico lagunare ospita dal 5 marzo all ’8 maggio 2011

Un’affascinante storia di sofferenza riscatto e successo quella di Giuliana Choen di Camerino. Ebrea veneziana, fu costretta con il marito a scappare in Svizzera per sfuggire alle leggi razziali del 1938. Durante la fuga marito e moglie si mascherarono da prete e da suora per non essere riconosciuti e con la loro bambina nascosta oltrepassano il confine  svizzero, per loro fu la salvezza.  Nel ‘45 Giuliana Choen torna in Italia e crea il suo marchio usando il nome della figlia Roberta.

Comincia a realizzare borse bellissime, coloratissime, in velluto e ricamate. Inizialmente si affida  alla mano d’ opera di ragazze disagiate ospitate nell’ istituto “Le Zitelle“.

Poetico pensare che oggetti tanto lussuosi (tra le più costose sul mercato) siano nate tra le mani di donne  non  certo  avvezze al lusso sofisticato elegantissimo e raffinato della Camerino. Il successo di fashion designer per Roberta di  Camerino è immediato.

Nel 1956 riceve l’Oscar della Moda e nel 1963 presentò a Palazzo Pitti di Firenze la sua prima sfilata. Negli anni ’80 all’apice del successo pubblica la sua biografia  ”R come Roberta”.

Il primo modello di borsa porta il nome del nano Bogonghi che la Camerino aveva visto al circo. Conserverà qualcosa di circense, nel senso migliore del termine, nelle sue creazioni, per quel suo gusto del colore e del gioco.

E infatti divertono lo sguardo quei modelli disegnati sulla stoffa che presentò per la prima volta a Palazzo Pitti. Fu una vera rivoluzione di stile, non si era mai visto il taglio dell’abito e la sua costruzione sostituiti dal disegno. Abiti che fanno pensare alla tecnica pittorica del  trompe d’oeil.

Sul tessuto sono stampate le diverse parti dell’abito dai bottoni alle asole, ai revers della giacca, alla camicetta, ai doppi polsi, alle tasche, alla gonna. Di lei Salvador Dalì disse: “E’ la prima volta che vedo l’arte nella moda, ci vuole talento e lei ne ha…

Icona dell’haute couture italiana, fantasiosa e giocosa come il nano  Bogogni.Lo stile Roberta di Camerino, unico, rigorosamente riservato a donne che lo stile e l’ironia li hanno stampati nell’anima. (Virginia Zullo)

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