Dietro gli Oscar. Harvey Weinstein e Scott Rudin, una battaglia senza fine

Harvey Weinstein e Scott Rudin, età tra i 50 ed i 60 anni, ebrei, newyorchesi e rivali storici, sono due dei produttori di maggior peso [...]

Harvey Weinstein e Scott Rudin, età tra i 50 ed i 60 anni, ebrei, newyorchesi e rivali storici, sono due dei produttori di maggior peso a Hollywood. Due titani in battaglia per quella statuina che continua ad essere cosa terribilmente seria per l’industria cinematografica. E quest’anno agli Academy Awards in gioco hanno 31 nomination in due.  Tredici per Weinstein,  di cui 12 per Il discorso del re, uno dei film in poole position, ma la firma della The Weinstein Company, è anche dietro alla produzione di  The Fighter e di Blue Valentine. Per Scott Rudin le nomination sono 18, due a miglior film per  The social network e Il Grinta. Era dal 1975 che uno stesso produttore non correva per due opere, allora si trattava di Francis Ford Coppola con La conversazione e Il Padrino II.

I due nemici – il loro odio reciproco è cosa leggendaria tant’è che alla cena per gli oscar Rudin ha disertato adducendo un malore pur di non incontrare il rivale    - hanno collezionato in carriera 400 candidature e 76 vittorie: 63 per Weinstein, e 13 per Rudin, ma è difficile dire chi dei due abbia fatto meglio al cinema.

Chi sono? Weinstein negli anni ’70 ha fondato col fratello la Miramax, casa che ha collezionato due Oscar per il miglior film: Il paziente inglese e Shakespeare in Love (Oscar inatteso quello del ‘99 la statuina sembrava già assegnata a Salvate il soldato Ryan di Spielberg, che ne vinse 5 ma non quella per il miglior film) . Nel 2005 la società viene acquistata dalla Disney e nasce The Weinstein Company . il “ragazzo d’oro” di casa è Quentin Tarantino.

Rudin ha invece cominciato col teatro a New York e solo nel 1980 approda a Los Angeles. Da ’90 al 2005 ha lavorato per la Paramount, dove ha affinato il talento per i successi al botteghino . Ha in bacheca un Oscar per il miglior film, che com’è noto viene assegnato ai produttori, con Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen, che sono peraltro i suoi pupilli.

E adesso? I due produttori sono famosi per le loro campagne aggressive, entrambi hanno molto peso a Hollywood e dintorni. Sono in lizza coi film più gettonati ed anche se nei mesi scorsi sembrava The Social Network (Rudin) ad avere qualche vantaggio nella corsa alla stauina, nelle ultime settimane Il discorso del re (Weinstein) ha preso piede e la poszioni sembrano essersi invertite. Tutto questo senza voler considerare la pioggia di critiche postivie su Il Grinta (ricrdiamo, anche questo di Rudin) che potrebbe essere il terzo incomodo.  Domenica sera la battaglia avrà il suo vincitore, ma la guerra continua.

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